Albero
(Getty Images)

La massiccia attività di deforestazione potrebbe avere dei tragici effetti sul pianeta e sulla vita dell’uomo: dal surriscaldamento al propagarsi di letali virus.

Ogni anno, riporta l’Agi, vengono abbattuti ben 15 bilioni di alberi per ragioni legata all’industria o anche per motivi connessi all’abitabilità di alcune zone: gli effetti negativi sulla salute dell’uomo di questa massiccia deforestazione su scala globale sarebbero però noti soltanto in parte. L’attività degli alberi non è relegata soltanto alla conservazione del suolo, ma riveste un ruolo fondamentale anche e soprattutto per l’intero ecosistema, rappresentando fonte di sostentamento nonché di riparo per numerose specie.

Gli alberi sono vita: gli effetti della deforestazione compromettono la vita dell’uomo

Stoccaggio del carbonio, conservazione del suolo, regolazione del ciclo idrico nel terreno, queste solo alcune delle funzioni svolte dagli alberi, la cui importanza va ben oltre. I vegetali, in realtà, sostengono complessi sistemi alimentari, riporta l’Agi e sono case per innumerevoli specie animali, compresa quella umana, poiché fornisce il materiale da costruzione. “Le foreste sono l’ancora di salvezza del nostro mondo” avrebbe spiegato Meg Lowman, direttrice della Tree Foundation, un’organizzazione no-profit nata in Florida dedicata ad attività di ricerca, studio e formazione sugli alberi. “Senza di loro –riporta l’Agiperdiamo funzioni straordinarie ed essenziali per la vita sulla Terra“. Eppure, nonostante la vitale importanza degli alberi, che sul pianeta sarebbero circa 3 trilioni secondo lo studio Mapping tree density at a global scale condotto da T. W. Crowther, H. B. Glick e M. A. Bradford, l’uomo ogni anno, riporta l’Agi, ne abbatterebbe oltre 15 bilioni. Il numero di alberi presenti sulla Terra, sarebbe diminuito del 46% da quando l’uomo avrebbe iniziato ad impiegarsi nell’agricoltura. Un dato allarmante se si pensa che il mondo perderebbe gran parte della sua diversità se, ipoteticamente, dovessero abbattersi tutti gli alberi del pianeta. L’Agi ha riportato anche le parole di  Jayme Prevedello, ecologista presso l’Università statale di Rio de Janeiro, il quale avrebbe affermato: “La perdita di habitat è il principale motore di estinzione in tutto il mondo: la distruzione di tutto il manto boschivo sarebbe catastrofica“. Nel 2018 è stato scoperto che anche un singolo albero isolato può essere considerato un centro di biodiversità riuscendo ad attrarre a sé molti animali e piante.

Con riferimento alla correlazione tra alberi ed acqua, riporta l’Agi, che i primi agiscono come delle vere e proprie pompe: raccolgono l’acqua dal suolo e la liberano in atmosfera, dopo averla trasformata da liquido a vapore. In questo modo, le foreste contribuiscono alla formazione di nubi e quindi di conseguenza di precipitazioni. Inoltre, se si pensa invece alla possibilità di un esubero d’acqua, gli alberi sarebbero in grado anche di scongiurare il pericolo di inondazioni -trattenendo l’acqua in eccesso – tutelando in questo modo la sopravvivenza degli insediamenti sulle coste. Una completa deforestazione porterebbe a siccità estreme: “Abbattere gli alberi – riporta l’Agisignifica anche perdere enormi quantità di terra per l’oceano“, avrebbe sottolineato Thomas Crowther, ecologista dei sistemi globali. La presenza di alberi comporta anche un effetto di raffreddamento: la loro costante ombra, infatti, contribuirebbe a mantenere la temperatura del suolo costante, canalizzando l’energia solare in acqua liquida e poi in vapore. Secondo Jayme Prevedello, riporta l’Agi, il disboscamento di un’area pari a 25 kmq di foresta comporterebbe un aumento delle temperature locali annuali di almeno 2°C nelle aree tropicali e 1°C nelle aree temperate.

Gli alberi: arma vincente contro il cambiamento climatico

Gli alberi rappresentano anche un’arma vincente nella lotta contro il drastico cambiamento climatico: immagazzinando il carbonio, rimuovono l’anidride carbonica dall’atmosfera. La deforestazione comporterebbe, riporta l’Agi, il 13% in più delle emissioni globali di carbonio. “In un mondo completamente deforestato, gli ecosistemi precedentemente boschivi diventerebbero una ulteriore fonte di emissione di anidride carbonica nell’atmosfera“, avrebbe sottolineato, come riporta l’Agi, Paolo D’Odorico, professore di scienze ambientali all’Università di Berkeley (California). In sintesi un aumento delle temperature, l’interruzione del ciclo dell’acqua e la perdita di ombra, derivanti dal massivo disboscamento, avrebbero effetti gravissimi soprattutto sugli 1,6 miliardi di persone che attualmente dipendono direttamente dalle foreste per il loro sostentamento. Per non parlare dei sistemi agricoli: colture che necessitano di grandi ombreggiature come il caffè sarebbero in drastico declino. Sempre secondo il Professor D’Odorico, riporta l’Agi, in assenza di vegetali si potrebbe assistere allo sviluppo di epidemie di malattie rare, trasferite da specie animali con cui normalmente l’uomo non entra in contatto. Un’improvvisa perdita di foresta comporterebbe un picco temporaneo nella nostra esposizione alle infezioni zoonotiche – cioè trasmesse direttamente o indirettamente da animali – come l’Ebola, il virus Nipah o quello del Nilo occidentale, il West Nile virus.

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