fidanzato morto
Il suo fidanzato morto dopo svariati trasferimenti: “Dovevamo sposarci” – FOTO: facebook

Sonia piange Marco, il suo fidanzato morto in crociera: l’uomo ha passato mille peripezie, poi è spirato. “Ci dovevamo sposare”.

Una tragedia ha distrutto il sogno di una vita, con un fidanzato morto a pochissimo tempo di distanza dal matrimonio. Il fatto è accaduto durante quella che inizialmente si era rivelata una serata bellissima. Lei, Sonia Marcato, è assessore alla Cultura del comune di Correzzola, in provincia di Padova. Il suo compagno si chiamava invece Marco Sartori, aveva 33 anni ed era originario della località veneziana di Fossò. I due si trovavano in crociera circa una settimana fa, con una nave salpata da Venezia. Marco, che giocava a calcio nei Dilettanti, si era tagliato un dito mentre stava mangiando un crostaceo. A questo piccolo incidente aveva fatto seguito una fuoriuscita di sangue non rilevante. L’uomo si era incamminato verso la cabina che aveva preso con la sua compagna, e poco dopo la povera Sonia lo ha trovato riverso a terra.

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Fidanzato morto, fatale una caduta dalle scale

Marco era probabilmente caduto in seguito ad un malore accusato sul colpo, mentre si trovava da solo. In quel momento la nave si trovava in prossimità dell’Albania ed il 33enne è stato portato d’urgenza in ospedale per il ricovero. Qui però è morto, con il suo cuore che ha cessato di battere pochi giorni dopo. Sono trascorsi sei giorni prima della scomparsa di Marco. Sei giorni di coma per l’uomo e di sofferenza per i suoi cari. Ed una volta visto il suo fidanzato morto, sia Sonia che soprattutto la famiglia di lui hanno acconsentito all’espianto degli organi. Fatale a Marco è stata non certo la fuoriuscita di sangue, quanto la caduta con tanto di rovinoso atterraggio sulla testa mentre stava salendo le scale.

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Diversi i trasferimenti da un ospedale all’altro

Purtroppo sulla nave non c’era un elicottero per il soccorso in mare che fosse abilitato al volo notturno. E questo ha fatto si che si perdesse del tempo prezioso. In più le strutture mediche trovate in Albania non sono paragonabili a quelle degli ospedali italiani. Dopo una prima Tac effettuata a Durazzo, Marco è stato trasferito poi a Tirana, dove si trova un reparto di Neurologia. Martedì scorso poi l’uomo è stato trasferito prima a Bresciae poi a Padova. Ma si trovava ormai in coma irreversibile, senza che si potesse più fare qualcosa.