strage di erba
Rosa Bazzi ed Olindo Romano (foto dal web)

I giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso della difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i due coniugi condannati per la strage di Erba, in merito all’esecuzione di nuovi accertamenti.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i due coniugi condannati all’ergastolo per la strage di Erba, proposto avverso la decisione dei giudici della Corte di Assise di Como che si erano opposti alla richiesta della difesa di nuovi accertamenti. I giudici della Suprema Corte hanno quindi stabilito che la Corte d’assise di Como dovrà fissare un’udienza, a cui parteciperanno le parti, per decidere se possano essere effettuati nuovi accertamenti su quanto accaduto l’11 dicembre 2006.

Strage di Erba, la Cassazione accoglie ricorso sui nuovi accertamenti: “Ora sarà fissata un’udienza che noi potremo chiedere sia anche pubblica

La prima sezione penale della Cassazione, al termine di una camera di consiglio svoltasi nella giornata di ieri, giovedì 12 settembre, ha accolto l’eccezione di vizio formale riportata nel ricorso presentato dai legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i due coniugi condannati all’ergastolo in quanto ritenuti responsabili della strage di Erba. I legali di Rosa e Olindo avevano presentato ricorso contro la decisione della Corte di Assise di Como, la quale lo scorso aprile si era opposta alla richiesta della difesa di effettuare nuovi accertamenti: l’accesso ai server delle intercettazioni, l’acquisizione di un cellulare Motorola e nuovi esami sui reperti biologici. La decisione era stata emessa senza un contraddittorio tra le parti. Come riporta la redazione de Il Giorno, la Corte d’assise di Como dovrà fissare un’udienza, a cui potranno partecipare tutte le parti e durante la quale si dovrà decidere se potranno essere effettuati nuovi accertamenti sulla strage, nella quale vennero uccise quattro persone. In merito l’avvocato di Rosa e Olindo, Fabio Schembri ha spiegato: “Nel nostro ricorso – riporta Il Giornoavevamo chiesto che si tornasse davanti ai giudici di Como perché la loro precedente decisione era stata presa senza contraddittorio delle parti. Ora sarà fissata un’udienza che noi potremo chiedere sia anche pubblica“.  Dopo il deposito delle motivazioni da parte della Cassazione, entro un mese, i giudici della Corte d’assise di Como fisseranno la loro udienza.

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