Massimo Bossetti
Massimo Bossetti (foto dal web)

L’avvocato di Massimo Bossetti, il muratore condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio,  ha rilasciato un’intervista a Radio Cusano Campus parlando del libro che sta scrivendo con il proprio assistito e della vicenda giudiziaria.

Nei giorni scorsi, con una lettera inviata al giornalista Marco Oliva, Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio, aveva annunciato di aver iniziato a scrivere un libro sulla sua vicenda giudiziaria. All’interno della lettera, come ha fatto sempre in questi anni, Bossetti si è proclamato innocente spiegando di non aver ucciso lui la piccola Yara. Del libro ha parlato, in un’intervista rilasciata a Radio Cusano Campus, il legale del muratore di Mapello, l’avvocato Claudio Salvagni. L’avvocato è anche tornato sul caso affermando di aver presentato un ricorso a Strasburgo per la violazione dei diritti di difesa: “Strasburgo potrebbe dire che Bossetti non ha avuto la possibilità di difendersi nel processo, questo aprirebbe subito le porte ad una revisione. Ci sono diverse piste investigative molto interessanti“.

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 Omicidio Yara Gambirasio, l’avvocato di Massimo Bossetti: “Il libro? È un’idea nata insieme nei vari colloqui

È un’idea nata insieme nei vari colloqui con Bossetti. Da una parte lui vuole esternare tutta la sua rabbia per la mancata possibilità di difendersi realmente, le pressioni psicologiche, la vita carceraria, le illusioni, le delusioni. Dall’altra parte ci sono io, questo è un processo che mi ha cambiato la vita, ha inciso profondamente sul mio essere“. Cosi l’avvocato Claudio Salvagni, in un’intervista concessa a Radio Cusano Campus, ha spiegato come è nato il progetto di scrivere un libro a due mani con il proprio assistito, Massimo Bossetti, l’uomo condannato all’ergastolo per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio in via definitiva dalla Corte di Cassazione con una sentenza dello scorso 18 ottobre dopo le condanne in primo ed in secondo grado. Ad annunciare la decisione di mettere nero su bianco la vicenda giudiziaria era stato lo stesso muratore di Mapello che nei giorni scorsi aveva inviato una lettera a Marco Oliva, conduttore della trasmissione Iceberg in onda su Telelombardia, in cui si proclamava innocente. In merito l’avvocato Salvagni ha proseguito spiegando: “Ho toccato con mano la disperazione umana, non poter dimostrare la propria innocenza crea un cortocircuito che porta un uomo anche ad accarezzare l’idea di farla finita“.

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L’avvocato di Bossetti: “Abbiamo fatto ricorso a Strasburgo per la violazione dei diritti di difesa

Il legale di Bossetti, durante l’intervista a Radio Cusano Campus, è tornato sul caso spiegando: “I reperti, nel caso specifico gli indumenti di Yara, la difesa non li ha mai neppure potuti vedere. Non sappiamo se quegli slip esistono davvero o se hanno i buchi perché sono stati fatti i prelievi del Dna. Per prima cosa vorremmo vederli e poi poterli analizzare perché siamo convinti che l’esame del Dna condotto solo dal Ris sia sbagliato. Siamo convinti che rifacendo quell’esame verrebbe fuori un risultato completamente diverso“. L’avvocato, infine, ha parlato del ricorso presentato a Strasburgo presso la Corte europea dei diritti dell’uomo: “Abbiamo fatto ricorso a Strasburgo per la violazione dei diritti di difesa. Strasburgo potrebbe dire che Bossetti non ha avuto la possibilità di difendersi nel processo, questo aprirebbe subito le porte ad una revisione. Ci sono diverse piste investigative molto interessanti. Noi stessi stiamo portando avanti un paio di piste che riteniamo accreditate. È chiaro che noi non abbiamo gli strumenti della Procura della Repubblica. Se non fosse Bossetti il colpevole, e io sono convinto che non lo sia, di materiale su cui indagare ce ne sarebbe parecchio. Quando sono state sentite – ha proseguito Salvagni- a dibattimento le compagne di corso di ginnastica della povera Yara tutti hanno percepito una certa reticenza. La stessa insegnante ha ripetuto più volte di non ricordare. C’è sicuramente della reticenza. Non dimentichiamo che Yara e Bossetti non sono mai stati visti insieme. In questo processo non torna nulla. È come un grande puzzle in cui si vogliono mettere pezzetti che non combaciano“.

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