Cloe Grano
La piccola Cloe Grano, deceduta nell’aprile del 2014 (foto dal web)

In data odierna, 13 settembre, sono state depositate le motivazioni della sentenza con cui è stato prosciolto un medico impiegato nell’ospedale di Cosenza a seguito della morte di una bambina di soli 5 mesi, la piccola Cloe Grano.

In data odierna, 13 settembre, sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha prosciolto un medico impiegato nell’ospedale di Cosenza a seguito della morte di una bambina di soli 5 mesi, la piccola Cloe Grano. La bambina morì nell’aprile del 2014, presso l’ospedale Santobono di Napoli, nel quale era stata trasferita dopo essere stata in quello di Cosenza. Nel nosocomio del capoluogo campano, dopo alcuni giorni di ricovero, le condizioni di Cloe precipitarono e per lei non ci fu più nulla da fare. Per tali ragioni, la famiglia decise di sporgere denuncia nei confronti di alcuni sanitari dell’ospedale di Cosenza che avevano preso in carico il caso della figlia, sostenendo che questi avrebbe dichiarato di aver effettuato un esame ecografico di cui non è mai stata rinvenuta traccia. Il medico della struttura calabrese imputato di falso, è stato assolto ed in data odierna sono state depositate le motivazioni della sentenza. Contestualmente il Tribunale ha disposto la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero, affinché vagli la posizione di un altro medico che, invece, avrebbe effettuato quell’esame, ma che in fase d’indagine l’avrebbe categoricamente negato.

Cloe Grano, assolto il medico imputato: pubblicate le motivazioni della sentenza e trasmessi atti in Procura

Il Tribunale di Cosenza, riporta la redazione di Leggo, ha depositato le motivazioni della sentenza con cui è stato assolto il medico accusato di falso in ordine alla morte della piccola Cloe Grano avvenuta nell’aprile del 2014. Contestualmente è stata disposta la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero affinché vagli la posizione di un altro medico dell’ospedale calabrese che, secondo quanto emerso in sede di dibattimento, avrebbe in realtà effettuato quell’ecografia al centro del processo. Stando a quanto riportato dalla redazione di Leggo, i legali della famiglia Grano, Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, avrebbero riferito: “Sentito in sede di indagini del procedimento principale (il nuovo medico di cui il Tribunale vuole che il pm ne vagli la posizione, ndr), aveva sempre negato di aver effettuato l’esame strumentale sulla piccola Cloe, ma, stando alla sentenza, viene clamorosamente smentito sia dalla collega imputata in questo processo, sia da due infermiere che sono state sentite dinanzi al giudice“. Nella decisione del giudice di Cosenza una di esse, riporta Leggo, avrebbe dichiarato che effettivamente il dottore in questione eseguì l’ecoaddome, ma che “non essendo l’immagine molto chiara, si decise di condurre la piccola al piano di sotto per eseguire la TAC“. in quella sede il medico “avendo il radiologo scorto qualcosa che avrebbe astrattamente richiesto un possibile intervento chirurgico, invitava –riporta Leggo- il collega a non annotare/refertare nulla“, perché “la piccola versava in condizioni cliniche estremamente critiche e pertanto nessuno voleva assumersi la responsabilità di intervenire su di lei“. Per i legali, quindi, si sarebbe aperta una nuova porta che potrebbe condurre alla verità: “È arrivata finalmente una decisione –riferisce Leggoche, ci si auspica, costituirà il primo passo per arrivare alla verità sulla morte della piccola Cloe. Si sono acquisiti elementi fondamentali, di una gravità inaudita, che restituiscono non solo un quadro di malasanità, che apre a nuovi scenari ed a nuove condotte che impongono senz’altro rigorosi approfondimenti in ogni sede. È per questo – proseguono i legali- che Dino Grano, che da anni sta combattendo la sua battaglia perché sia data giustizia a sua figlia, ha formalizzato esposti, anche in sede ministeriale, affinché siano chiarite definitivamente le responsabilità che hanno portato alla sua morte“. Il padre della piccola Cloe, Dino Grano sul gruppo Facebook Giustizia per Cloe, prosegue la sua battaglia e scrive: “Ho solo una ragione, quella di farvi andare in galera. Chi si mette in mezzo ne pagherà le conseguenze“. Il lungo sfogo continua e l’uomo parla di “omicidio volontario di una bambina che poteva essere figlia vostra“. Il post si conclude con un affermazione dai toni forti: “Facciamolo sapere a tutti che nel reparto di pediatria di Cosenza ci sono degli assassini“.

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