Sebastian Vettel a colloquio con il team principal della Red Bull, Christian Horner, e con il plenipotenziario Helmut Marko (Foto Mark Thompson/Getty Images)
Sebastian Vettel a colloquio con il team principal della Red Bull, Christian Horner, e con il plenipotenziario Helmut Marko (Foto Mark Thompson/Getty Images)

F1 | Seb Vettel vuole ancora lasciare la Ferrari. E ci riprova con la Red Bull

Davanti alle telecamere delle televisioni e ai microfoni dei giornalisti, il diretto interessato continua a smentire. Nulla di strano: rientra tutto nelle regole non scritte della comunicazione mediatica. Ma nella sua testa e, soprattutto, nel suo cuore, Sebastian Vettel continua a rimuginare la clamorosa decisione di lasciare la Ferrari. Anzi, con i suoi ultimi comportamenti, ha effettivamente dato l’impressione di sentirsi già quasi un ex ferrarista.

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Prima, domenica scorsa, ha lasciato i festeggiamenti per la vittoria a Monza del suo compagno di squadra Charles Leclerc dopo appena un paio di foto di rito. Poi, ieri, al brindisi in sede a Maranello non si è neanche degnato di partecipare, limitandosi ad una semplice telefonata da casa sua. Le delusioni a ripetizione, il sogno infranto di riportare la Rossa ai fasti del suo idolo Michael Schumacher, gli errori in serie innescati dalla sua fragilità psicologica, l’arrivo del giovane e arrembante monegasco che lo ha spodestato: sono tutte ferite che bruciano troppo. E che rendono, nei fatti, Sebastian Vettel già un separato in casa alla Ferrari.

L’aspetto ancora più complesso di tutta questa faccenda sta però nelle modalità con cui questo divorzio, sostanzialmente già deciso, si potrà consumare nella pratica. Il suo attuale contratto in vigore lo lega al Cavallino rampante ancora per tutto il 2020, ed è difficile che si trovi una scappatoia legale per liberarlo in anticipo. Molto più praticabile la soluzione che prevede il mancato rinnovo: ovvero che il quattro volte iridato lasci la Scuderia nel 2021, da svincolato.

Vettel in Red Bull, in Renault o a casa?

Già, ma per andare dove? Un pilota che costa 45 milioni all’anno di stipendio, ma che non sembra più in grado di garantire risultati all’altezza, non può trovare grandi spazi nel mercato piloti. La via più percorribile, almeno nelle sue speranze, è quella che lo riporterebbe alla Red Bull: la squadra che lo lanciò in Formula 1, con cui vinse i suoi quattro titoli mondiali e che tuttora continua a considerare una specie di seconda casa. Non è una coincidenza se, nel paddock di Monza, al termine dell’ennesima gara da dimenticare, Vettel è stato visto a colloquio con il plenipotenziario delle Lattine, il suo mentore Helmut Marko. E non è stata nemmeno la prima volta, nel recente passato.

Anche un ritorno di fiamma tra Seb e i Bibitari, però, è tutt’altro che scontato. Il ruolo di leader della squadra austriaca, al momento, è saldamente occupato da Max Verstappen. Per liberare il suo sedile l’unica possibilità sarebbe quella di uno scambio: ovvero che Verstappen lasci a sua volta la Red Bull, magari proprio per prendere il posto del teutonico alla Ferrari. Un’eventualità che lo stesso giovane olandese, nei giorni scorsi, ha lasciato intendere di gradire non poco.

Altrimenti, l’alternativa per Sebastian Vettel, che si trova le strade sbarrate in tutti gli altri top team, sarebbe quella di accontentarsi di una retrocessione in una squadra di seconda fascia, come la Renault, che rischia però di rappresentare solo l’inizio di una fase finale mesta e calante della sua carriera. A meno che il campione non decida di guardarsi allo specchio e prendere le estreme conseguenze: ritirarsi del tutto dalla Formula 1

Fabrizio Corgnati