alvaro bautista marc marquez
Alvaro Bautista con Marc Marquez e Valentino Rossi sul podio di Le Mans 2014 (Getty Images)

Marc Marquez ha ben 78 punti di vantaggio su Andrea Dovizioso in classifica, ma non vuole sentire parlare di titolo MotoGP 2019 già vinto. Mancano sette gare al termine del campionato e non intende rilassarsi.

Sono in pochi a pensare che il sette volte campione del mondo possa perdere il Mondiale, però lui vuole rimanere concentrato e accumulare sempre più punti di margine sugli inseguitori. In questo weekend la MotoGP corre a Misano, una pista dove ha già vinto e potrebbe consentirgli di aumentare ulteriormente il gap a suo favore.

Superbike 2019, Marquez commenta la situazione di Bautista

Chi forse si è leggermente rilassato in alcuni frangenti è Alvaro Bautista. Incappato in qualche caduta di troppo forse per eccesso di sicurezza, lo spagnolo ha perso l’enorme vantaggio (61 punti) che aveva su Jonathan Rea e adesso si ritrova distante ben 94 lunghezze dal rivale della Kawasaki a tre round del termine del campionato mondiale Superbike 2019.

Oggi a Marc Marquez è stato chiesto di quanto capitato al suo connazionale, passato a dover fare un’impresa quasi impossibile dopo essere stato ritenuto vincitore sicuro del titolo in seguito alle undici gare consecutive conquistate a inizio stagione.

Queste le parole del campione della Honda ai microfoni di AS: «Non ho parlato con lui, ma sono cose che succedono. Nel 2014 ho vinto molte gare, sono caduto qui a Misano e ad Aragon, due zeri di fila. E sono stato fortunato perché anche i miei rivali sono caduti. Questo succede, soprattutto quando non hai combattuto per il titolo per molti anni. Quando lotti per un campionato c’è più pressione, tutto è diverso e gestirlo non è facile».

Effettivamente Bautista non era più abituato a giocarsi un Mondiale. Negli anni in MotoGP ha lottato per piazzamenti in top 10, dunque le pressioni che ha affrontato nel 2019 sono state differenti una volta che si è dimostrato vincente in sella alla Ducati Panigale V4 R. Senza l’incredibile exploit iniziale i giudizi forse sarebbero diversi oggi, però rimane il grande rammarico di aver probabilmente buttato via un titolo che sembrava suo. Il suo futuro sarà sempre nel WorldSBK, ma dal 2020 correrà sulla Honda.