Michael Schumacher ai tempi della Ferrari (Foto Ferrari)
Michael Schumacher ai tempi della Ferrari (Foto Ferrari)

F1 | La cura segreta a cui sono appese le speranze di Michael Schumacher

Cinque ore e mezza di ambulanza, partendo dalla sua residenza svizzera a Gland, sulle rive del lago di Ginevra. Poi il ricovero all’ospedale europeo Georges Pompidou di Parigi, settore D, primo piano. Michael Schumacher si è sottoposto in questi giorni all’ennesimo viaggio della speranza, alla ricerca di una cura per i danni cerebrali che riportò, nell’ormai lontano 2013, cadendo dagli sci sulle nevi di Meribel, in Francia.

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Il campionissimo della Formula 1 è ricoverato in un reparto blindato e sotto falso nome, per proteggere quella privacy che la moglie Corinna e tutta la sua famiglia difendono maniacalmente fin dal giorno dell’incidente. Ci sono riusciti in occasione delle due precedenti visite di Schumi nella capitale francese, la scorsa primavera, in quel caso all’ospedale della Pitié-Salpetrière, dove ha sede l’Istituto del cervello e del midollo spinale del luminare Gerard Saillant, amico personale del tedesco.

Stavolta, invece, la fuga di notizie c’è stata: la testata transalpina Le Parisien ha reso nota la presenza del Kaiser nel nosocomio parigino e all’ingresso principale si sono immediatamente appostati giornalisti e cameramen. A restare top secret, in compenso, è il tipo di terapia sperimentale a cui Michael Schumacher si sta sottoponendo. Tutti parlano di staminali: ovvero di quelle cellule ancora indifferenziate che hanno la capacità di specializzarsi a seconda del diverso tessuto od organo.

Le diverse opinioni dei medici su Schumacher

Di questa particolare branca, infatti, si occupa il dottor Philippe Ménasché, specialista della loro applicazione al cuore per tecniche anti-infiammatorie e rigenerative. Secondo alcuni esperti la stessa metodologia si potrebbe applicare anche al cervello del sette volte iridato. “La speranza”, spiega il neurologo belga Olivier De Witte, “è che le cellule staminali iniettate per via endovenosa portino alla nascita di vasi sanguigni a livello cerebrale, con il risultato di un risveglio del paziente”.

Altri, come il professor Michel Pucéat, esperto delle cellule staminali embrionali, sono però più scettici: “In questo campo non esistono sperimentazioni ufficiali in Francia”, ha rivelato alla Gazzetta dello Sport. “A mia conoscenza non ci sono studi di applicazione delle staminali per curare lesioni al cervello di pazienti in coma o in stato vegetativo”. Bisogna affidarsi alle ipotesi, per quanto autorevoli, perché sulle cure effettive, come detto, vige il massimo riserbo. Si sa soltanto che la terapia è cominciata ieri e, salvo complicazioni, si dovrebbe concludere oggi, consentendo a Schumi di rientrare a casa già in serata.

Sulle sue condizioni filtra una semplice, solitaria voce, pubblicata sempre dal Parisien, di un presunto membro dello staff dell’ospedale, rimasto anonimo: “Sì, Schumacher è ricoverato nel mio reparto. E posso assicurarvi che è cosciente”. Per il resto si può solo sperare.