Elena Santarelli figlio
Elena Santarelli figlio, la showgirl ‘vede’ la malattia del piccolo – FOTO: instagram

Elena Santarelli figlio, la showgirl ed il piccolo Giacomo hanno battuto la malattia e lei ora si ‘confronta’ col male grazie a questo simulatore medico.

La notizia della malattia del figlio di Elena Santarelli aveva intristito tutti. Giacomo però ce l’ha fatta a battere il male che lo aveva colpito ed ora la sua esistenza è tornata alla normalità. La showgirl ed il piccolo hanno dato prova di estrema dignità e di grande coraggio. Lui dicendo di non volere essere trattato in maniera diversa dal solito, lei venendo in contatto con altre mamme che hanno vissuto lo stesso dramma. “Non bisogna mai mollare”, ha sempre detto Elena Santarelli sul figlio. E la 38enne di Latina è sempre riuscita brillantemente anche a mettere al loro posto gli immancabili haters ed i leoni da tastiera che ricoprivano di cattiverie e dei peggiori auguri concepibili tanto lei quanto il suo bambino. Ora la Santarelli ci parla di una cosa speciale che ha avuto modo di fare. E cioè sperimentare un macchinario all’avanguardia che le ha permesso di entrare dentro alla malattia che ha colpito a suo tempo Giacomo. Lei, che è diventata anche testimonial di numerose campagne contro i tumori infantili, ha scritto due lunghi messaggi su Instagram.

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Elena Santarelli figlio, il peggio è passato ma lei lotta ancora

Viene chiamato “settembre d’oro” per fare luce su tutti i tumori pediatrici e visto che dobbiamo fare luce io uso i social per raccontarvi le immagini che vedete. NON sto giocando alla play, non sto guardando un film in 3D, ma sono entrata grazie a questo “sistema di simulazione 3D e di realtà virtuale” dentro la testa di mio figlio, ho potuto vedere in 3D e in maniera chiara il tumore che aveva colpito jack nel 2017,non e’ stato facile ma ho avuto la soddisfazione di prenderlo a calci e di vederlo da vicino “il mostro”ovviamente il simulatore serve a ben altro in sala operatoria ma per capire ho dovuto provare e parlare con il neurochirurgo. Il linguaggio che sto usando non è tecnico, un linguaggio da mamma che deve capire e che si e’messa in prima linea per aiutare la ricerca. Quando nel 2017 venne operato Giacomo l’ @ospedalepediatricobambinogesu non era dotato di questo importante macchinario, se ci fosse stato a prescindere da come sono andate le cose sarebbe stato molto meglio”.

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Il Progetto Heal è in primissima fila per i bimbi malati

“Il mio sogno è quello insieme al @progettoheal di acquistarlo per dotare la neurochirurgia. I costi sono elevati, grazie alle numerosi donazioni di privati e non compresa la @bobosummercup abbiamo raggiunto metà dei costi del simulatore ma ahimè ancora manca…ECCO a cosa serve :implementazione delle informazioni anatomo cliniche in fase di PPianificazpreoperatoria. La possibilità di visualizzare in alta definizione un numero di dettagli anatomici non solitamente disponibili consentirebbe una più puntuale pianificazione della strategia chirurgica contribuendo alla mininvasività degli approcci chirurgici. E’ prevedibile che questo porterebbe ad un ulteriore miglioramento dei risultati chirurgici. Oltre agli evidenti vantaggi clinici, la documentazione formale di questo dato costituirebbe un importante contributo scientifico in ambito neurochirurgico pediatrico”.

“Un sistema di simulazione sarebbe di grande aiuto per scovare la malattia”

“Ausilio alla discussione del caso con i pazienti/genitori. Al momento della discussione della necessità di sottoporre i bambini alla procedura chirurgica è sempre di grande aiuto la visione condivisa delle immagini radiologiche al fine di una più efficace percezione del problema clinico e del rischio chirurgico. La disponibilità di un sistema di simulazione offrirebbe in questo senso un grande ausilio per il medico. Dal punto di vista scientifico sarebbe interessante valutare come si modificherebbero la percezione della procedura e l’ansia ad essa legata da parte dei genitori del piccolo paziente. Valutazione della condotta chirurgica in presenza del sistema di simulazione. Durante una procedura chirurgica l’operatore integra le proprie conoscenze anatomiche con quanto osservato momento per momento durante la dissezione. Ogni scelta chirurgica riguardo a quale manovra eseguire ed in che modo portarla a termine tiene conto dell’integrazione tra questi due livelli di informazione”.

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“La qualità di ogni intervento sarebbe migliorata di gran lunga così”

“La possibilità di disporre di informazioni anatomiche dettagliate paziente-specifiche integrabili con le strumentazioni di visualizzazione e navigazione intraoperatoria aumenta in modo considerevole la quantità e la qualità dei dati sulla base dei quali gestire le varie fasi chirurgiche. E’ intuibile che questo ponga le basi per un miglioramento della qualità chirurgica offerta. Dal punto di vista scientifico particolare interesse rappresenta la misurazione formale dell’impatto dei sistemi di simulazione su diverse variabili legate sia alla tecnica chirurgica che ai risultati clinici. Qualsiasi società volesse contribuire può mandare una mail a [email protected] Nessuno deve sentirsi obbligato sono una semplice mamma che sa quanto sia importante avere questo macchinario in sala operatoria. Grazie solo per aver letto questo messaggio 🎈 con gentilezza e coraggio sempre 🎈 @progettoheal

 

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Viene chiamato “settembre d’oro” per fare luce su tutti i tumori pediatrici e visto che dobbiamo fare luce io uso i social per raccontarvi le immagini che vedete. NON sto giocando alla play, non sto guardando un film in 3D,ma sono entrata grazie a questo “sistema di simulazione 3D e di realtà virtuale” dentro la testa di mio figlio, ho potuto vedere in 3D e in maniera chiara il tumore che aveva colpito jack nel 2017,non e’ stato facile ma ho avuto la soddisfazione di prenderlo a calci e di vederlo da vicino “il mostro”ovviamente il simulatore serve a ben altro in sala operatoria ma per capire ho dovuto provare e parlare con il neurochirurgo. Il linguaggio che sto usando non è tecnico, un linguaggio da mamma che deve capire e che si e’messa in prima linea per aiutare la ricerca. Quando nel 2017 venne operato Giacomo l’ @ospedalepediatricobambinogesu non era dotato di questo importante macchinario, se ci fosse stato a prescindere da come sono andate le cose sarebbe stato molto meglio. Il mio sogno è quello insieme al @progettoheal di acquistarlo per dotare la neurochirurgia . I costi sono elevati, grazie alle numerosi donazioni di privati e non compresa la @bobosummercup abbiamo raggiunto metà dei costi del simulatore ma ahimè ancora manca…ECCO a cosa serve :implementazione delle informazioni anatomo cliniche in fase di PPianificazpreoperatoria. La possibilità di visualizzare in alta definizione un numero di dettagli anatomici non solitamente disponibili consentirebbe una più puntuale pianificazione della strategia chirurgica contribuendo alla mininvasività degli approcci chirurgici. E’ prevedibile che questo porterebbe ad un ulteriore miglioramento dei risultati chirurgici. Oltre agli evidenti vantaggi clinici, la documentazione formale di questo dato costituirebbe un importante contributo scientifico in ambito neurochirurgico pediatrico. – Ausilio alla discussione del caso con i pazienti/genitori. Al momento della discussione della necessità di sottoporre i bambini alla procedura chirurgica è sempre di grande aiuto la visione condivisa delle immagini radiologiche al fine di una più efficace percezione del problema clinico e del rischio chirurgico. Segue ➡️

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– Ausilio alla discussione del caso con i pazienti/genitori. Al momento della discussione della necessità di sottoporre i bambini alla procedura chirurgica è sempre di grande aiuto la visione condivisa delle immagini radiologiche al fine di una più efficace percezione del problema clinico e del rischio chirurgico. La disponibilità di un sistema di simulazione offrirebbe in questo senso un grande ausilio per il medico. Dal punto di vista scientifico sarebbe interessante valutare come si modificherebbero la percezione della procedura e l’ansia ad essa legata da parte dei genitori del piccolo paziente. – Valutazione della condotta chirurgica in presenza del sistema di simulazione. Durante una procedura chirurgica l’operatore integra le proprie conoscenze anatomiche con quanto osservato momento per momento durante la dissezione. Ogni scelta chirurgica riguardo a quale manovra eseguire ed in che modo portarla a termine tiene conto dell’integrazione tra questi due livelli di informazione. La possibilità di disporre di informazioni anatomiche dettagliate paziente-specifiche integrabili con le strumentazioni di visualizzazione e navigazione intraoperatoria aumenta in modo considerevole la quantità e la qualità dei dati sulla base dei quali gestire le varie fasi chirurgiche. E’ intuibile che questo ponga le basi per un miglioramento della qualità chirurgica offerta. Dal punto di vista scientifico particolare interesse rappresenta la misurazione formale dell’impatto dei sistemi di simulazione su diverse variabili legate sia alla tecnica chirurgica che ai risultati clinici. Qualsiasi società volesse contribuire può mandare una mail a [email protected] Nessuno deve sentirsi obbligato sono una semplice mamma che sa quanto sia importante avere questo macchinario in sala operatoria. Grazie solo per aver letto questo messaggio 🎈 con gentilezza e coraggio sempre 🎈 @progettoheal

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