Attentato alle Torri Gemelle
L’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 (Getty Images)

Martina Gasperotti, igienista dentale di Reggio Emilia, l’11 settembre 2001 si trovava nella Torre Nord del World Trade Center di New York quando il primo dei jet kamikaze centrò l’edificio: la donna ha raccontato all’Adnkronos come e perché è riuscita a salvarsi.

Martina Gasperotti aveva 28 anni nel 2001 e l’11 settembre di quell’anno stava per entrare nell’ascensore della Torre Nord del World Trade Center di New York quando il primo dei jet dirottato dai terroristi si abbatté su quell’edificio: la donna ha raccontato al Adnkronos la sua drammatica vicenda ed ha spiegato come quel giorno le cambiò radicalmente la vita.

11 settembre, attentato alle Torri Gemelle: “Ero a New York per studiare, volevo imparare l’inglese”

 Martina Gasperotti è un’igienista dentale e l’11 settembre del 2001 si trovava a New York, più precisamente nella Torre Nord del World Trade Center, quando il primo jet si schiantò sull’edificio. La donna ha raccontato all’Adnkronos la sua esperienza, iniziando a parlare del motivo per cui si trovava lì: “Ero a New York per studiare e l’11 settembre aspettavo l’ascensore per salire all’ultimo piano quando il primo aereo si è incuneato nella torre. Se ripenso a quel giorno la prima cosa che mi viene in mente – riporta Adnkronosè l’immagine delle due torri una integra e l’altra distrutta. Quella mattina ero dentro la Torre Nord proprio nel momento in cui si è schiantato il primo aereo“. Martina con la mente rivive quei drammatici momenti: “All’improvviso si è sentito un rumore fortissimo. Lì per lì non pensavo fosse una cosa grave, credevo fosse imploso un tubo dell’acqua o del riscaldamento. Poi però c’è stato uno strano silenzio, nessuno diceva nulla, nessuno sapeva nulla, non avevamo indicazioni precise su cosa fare c’era solo tanto fumo e cenere. Solo dopo un bel po’ di minuti sono scattate le sirene e gli allarmi, lì è stato il caos, tutti hanno iniziato a scappare e correre fuori. Vedevo la gente sconvolta, che piangeva, che usciva e che guardava fuori, così sono corsa fuori anche io. Quando sono uscita ero spaesata, mi guardavo attorno ma non capivo, mi sono accorta che tutti guardavano in alto. Si faticava a respirare“. “Più ci penso e più mi rendo conto di quanto io sia stata fortunata – dice Martina all’Adnkronos lo dico sempre, quella mattina ho vinto al Superenalotto. Se penso che quando l’aereo si è schiantato io stavo per salire all’ultimo piano… Di quel giorno ricordo perfettamente il colore azzurrissimo del cielo e i fogli bianchi che volavano da ogni parte, quando all’improvviso ho visto lo schianto del secondo aereo, un rumore fortissimo e un’ondata di calore che mi è arrivata addosso. Poi un’immagine atroce – racconta Martina- che dopo quasi vent’anni ho ancora negli occhi: centinaia di corpi che cadono dall’alto, sopra la mia testa e si schiantano a terra, un rumore sordo, più impressionante di tutto, persino del sangue che era ovunque. Io ero lì sotto perché non ci hanno fatto allontanare, non c’era tempo per pensare a chi era già fuori. I vigili del fuoco correvano, i soccorsi arrivavano di corsa. Se ci ripenso, è un miracolo che io sia uscita completamente indenne. In quei giorni in città c’era un’atmosfera pesantissima, la città era a terra, profondamente ferita, paralizzata“. Un miracolo, un grande regalo, una seconda opportunità quella che la vita ha voluto regalare a Martina Gasperotti: “Ero a New York per studiare, volevo imparare l’inglese, ero giovane all’epoca, avevo 28 anni. L’università si trovava vicino al World Trade Center, ero arrivata in anticipo perché volevo vedere il ristorante panoramico al piano 107, il più alto della torre. Non ho visto il primo aereo arrivare, in quel momento – prosegue l’igienista dentale- mi trovavo davanti all’ascensore e stavo appunto aspettando che si aprisse per salire all’ultimo piano. Quel giorno avrei iniziato le lezioni all’Università e avevo in mente di festeggiare regalandomi una cena al ‘Windows of the World’. Ma quella cena non l’ho mai fatta“.

Un’esperienza che ha stravolto per sempre la vita dell’allora 28enne Martina Gasperotti la quale, dopo la terribile esperienza vissuta ha deciso di abbandonare il lavoro e divenire una libera professionista: “Da quel giorno la mia vita è cambiata per sempre – racconta all’Adnkronosinnanzitutto dal punto di vista lavorativo, perché appena sono tornata mi sono licenziata subito, avevo un posto fisso ma ho deciso di cambiare tutto. Ho lasciato la Usl e da allora lavoro come libera professionista. Ho capito che dovevo potermi gestire le mie giornate autonomamente, decidere quando e quanto lavorare. Non potevo più passare la vita mettendo il lavoro al primo posto. Mi sono resa conto – dice Martina Gasperotti- di quali fossero davvero le mie priorità. Oggi vedo tante persone affaccendate e mi sembrano matti che lavorano tanto per essere i più ricchi del cimitero. Io ogni anno spendo tutto quello che guadagno, per viaggiare, per godermi la vita“. Una scelta non condivisa da tutti, soprattutto per il periodo storico che il nostro Paese stava, e continua tutt’oggi, attraversando: “La verità è che non sono impazzita, ma quell’episodio mi ha toccata per sempre. Da allora sono diventata molto più fatalista ma soprattutto consapevole che la vita è un attimo, che non dobbiamo mai darla per scontato. Ecco perché voglio fare tutto quello che posso e sempre con il sorriso. Oggi mi faccio pochi problemi e penso meno al futuro, vivo il presente“. L’intervista Martina Gasperotti si conclude con il racconto della donna di un episodio molto toccante: “Sono ritornata a New York la prima volta l’anno successivo per il memoriale e poi 10 anni dopo con mia figlia, anche se a lei non racconto nulla di quel giorno. Quello è stato un viaggio molto importante – conclude – perché ho visto davvero che nella vita si ricostruisce e si riparte, allora ho capito che tutto si può superare”.

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