Tumore alla prostata cure, studio italiano scopre gli effetti pericolosi di una vitamina

tumore alla prostata
Tumore alla prostata cure arriva una scoperta che potrebbe avere sviluppi importanti – FOTO: getty

Una ricerca condotta da studiosi italiani dell’Università di Bologna ha portato alla luce gli effetti finora mai osservati di una specifica vitamina.

Il tumore alla prostata è una delle patologie più diffuse a livello globale nella popolazione maschile. E nell’ambito delle sue cure, uno studio recentissimo ha portato all’emergere di un comportamento anomalo da parte di una specifica vitamina. Ricercatori italiani dell’Università di Bologna hanno infatti potuto osservare come la stessa possa risultare alla fine nociva con la sua azione inizialmente antiossidante. La spiegazione di questo improvviso cambiamento di comportamento non era noto fino ad oggi. Tale ricerca, condotta in esperimenti di laboratorio sia su cavie che in vitro, hanno posto in evidenza ‘la schizofrenia’ della vitamina E, la ‘colpevole’ nello specifico.

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Tumore alla prostata cure, lo studio italiano è stato anche pubblicato

Essa produce enzimi che in qualche modo vengono sfruttati dalle cellule cancerose per il loro proliferare. I risultati di quanto visto sono stati pubblicati sulla rivista specializzata di settore ‘Scientific Reports’. Qui viene consigliato anche di fare attenzione all’impiego eccessivo di integratori antiossidanti. Tale aspetto collaterale non viene spiegato a volte nelle sostanze pubblicizzate e che si possono reperire normalmente in vendita. L’utilizzo prolungato può portare infatti all’insorgere di effetti collaterali gravi, come l’insorgere dello stesso tumore alla prostata.

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Finora si pensava ad un effetto benefico ma non è così

“Gli integratori in determinate condizioni sono utili ed importanti, ma serve moderazione. Per cui è sempre bene consultare il proprio medico curante oppure uno specialista. In passato si era parlato di un effetto antitumorale della vitamina E. Le recenti indagini in ambito scientifico però smentiscono ora tale affermazione. Anzi, viene posto l’accento su quello che è l’effetto contrario. Lo stesso gruppo di ricerca dell’Università di Bologna riferisce che questi risultati portano ad ipotizzare come la vitamina E “in certe condizioni e su alcuni tessuti, non agirebbe come antiossidante ma al contrario, favorirebbe processi ossidativi nocivi”.