Sebastian Vettel e Charles Leclerc alla presentazione del Gran Premio d'Italia 2019 di F1 a Monza (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel e Charles Leclerc alla presentazione del Gran Premio d’Italia 2019 di F1 a Monza (Foto Ferrari)

F1 | L’altra faccia della Ferrari: cercasi Sebastian Vettel disperatamente

È una Ferrari a due facce quella reduce dal Gran Premio di casa a Monza. Da un lato c’è il contagioso e irrefrenabile entusiasmo di Charles Leclerc, che ha riportato la Rossa al successo in Italia dopo nove anni e si è meritato definitivamente l’incoronazione a nuovo idolo dei tifosi ferraristi. Dall’altro ci sono la delusione e la frustrazione di Sebastian Vettel, che sta vivendo il momento più difficile della sua carriera.

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Il primo inciampo, il campione tedesco lo visse nel 2014 quando, reduce dai quattro titoli iridati consecutivi, fu protagonista di una stagione deludente, conclusa al quinto posto assoluto e senza nemmeno una vittoria, ma addirittura superato dal suo nuovo arrivato compagno di squadra Daniel Ricciardo. Il successivo passaggio a Maranello sembrava averlo ringalluzzito: sulla macchina per cui tifava da bambino e con il sogno di riportarla ai fasti del suo mito Michael Schumacher, Vettel aveva ritrovato smalto, era stato capace di conquistare tredici successi e per due volte il titolo di vicecampione del mondo.

Un campione che ha perso la strada

Ma l’arrivo di un altro giovane talento in squadra lo ha fatto precipitare di nuovo nell’incubo. Non solo la velocità e la grinta di Leclerc si sono rivelate sufficienti a ribaltare le gerarchie interne scritte sulla carta, ma Seb, nuovamente privato delle sue certezze, si è riscoperto psicologicamente fragilissimo, tanto da commettere errori di guida a ripetizione, imperdonabili e inaccettabili per un caposquadra designato.

Il Gran Premio d’Italia di questo weekend è stato insieme il culmine e l’emblema del tunnel in cui Sebastian Vettel si è infilato, e che pare senza uscita. Al sabato, ha vissuto lo smacco da parte del suo vicino di box, che si è rifiutato di restituirgli il favore di tirargli la scia in qualifica, dopo che lo stesso teutonico si era sacrificato solo sette giorni prima, per farlo vincere a Spa. Alla domenica, si è messo nei guai da solo, con un doppio errore (testacoda e successivo contatto) al sesto giro che ha buttato al vento la sua corsa. Proprio mentre Leclerc si produceva nella sua cavalcata trionfale.

Sebastian Vettel deve ritrovarsi

Alla Ferrari non basta aggrapparsi al nuovo che avanza. Quello di Vettel è ormai un problema certificato: un capitano smarrito che c’è il disperato bisogno di ritrovare, perché rappresenta un tassello necessario della squadra che in futuro ambisce a riprendere la via del Mondiale. “Seb è un pilastro del nostro progetto”, ha ribadito solo qualche giorno fa il team principal Mattia Binotto alla Gazzetta dello Sport, “è una figura chiave per consentire a Charles, al team e alla macchina di crescere, ci porta a essere molto analitici sulla prestazione. Tenerlo su di morale dipende dal nostro sostegno e dalla capacità di motivarlo”.

E dopo la battuta d’arresto di Monza serve ancora di più la spinta di tutto il team: “Dovremo risollevare il suo spirito”, ha ammesso l’amministratore delegato Louis Camilleri ai microfoni di Sky Sport. “I due piloti sono allo stesso livello: abbiamo iniziato così la stagione, con il tempo la situazione si è sviluppata ma non mi piace quando le persone trascurano Seb. Lui è un pilota straordinario e ho fiducia nel fatto che tornerà in forma”. La Ferrari, dunque, è pronta a fare la sua parte. Ma è soprattutto il diretto interessato, ora, a dover trovare la forza di reagire. Uno sportivo del suo calibro e del suo palmares non può fare altro che tornare al livello che gli spetta e accettare la sfida che ha davanti. Già dal prossimo Gran Premio di Singapore.

Fabrizio Corgnati