Charles Leclerc sul gradino più alto del podio del Gran Premio d'Italia 2019 di F1 a Monza (Foto Ferrari)
Charles Leclerc sul gradino più alto del podio del Gran Premio d’Italia 2019 di F1 a Monza (Foto Ferrari)

F1 | GP Italia, le pagelle: Charles Leclerc in paradiso, Seb Vettel all’inferno

Charles Leclerc conquista definitivamente il cuore dei tifosi della Ferrari con un Gran Premio d’Italia straordinario, grazie al quale riporta la Scuderia alla vittoria in casa, a Monza, dopo ben nove anni di digiuno. Alla sua prestazione da campione in erba fa da contraltare quella disastrosa del campione consumato, Sebastian Vettel, autore di un ennesimo errore con cui butta via tutte le sue chance. Ecco i nostri voti ai principali protagonisti della corsa italiana, nelle consuete pagelle dopo-gara di TuttoMotoriWeb.com.

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Charles Leclerc: voto 10 e lode. La sua prima vittoria in Formula 1 (e in Ferrari) la settimana scorsa in Belgio ha rappresentato un momento speciale, ma quella di ieri a Monza vale almeno il doppio. E non solo perché trionfare con la Rossa in Italia è un’impresa non da tutti: non accadeva da nove anni e, per dire, un quattro volte iridato come Vettel non ci è mai riuscito. È soprattutto il modo in cui è maturata a fare la differenza: il Principe ha prima tenuto a bada Lewis Hamilton, con delle manovre al limite del regolamento, poi Valtteri Bottas, che aveva gomme più fresche. Così guidano i campioni.

Daniel Ricciardo: voto 8. Finalmente una Renault veloce, sui lunghi rettilinei del tempio della velocità di Monza. E finalmente un Ricciardo capace di prendere in mano la squadra da leader, quale è chiamato ad essere, e di guidare con il talento che eravamo abituati a vedere da lui. Il risultato è il migliore stagionale, un quarto posto, e pienamente meritato.

Antonio Giovinazzi: voto 7,5. Si fa perdonare per il risultato buttato via al penultimo giro in Belgio con il suo miglior arrivo della stagione: nono posto e due punti. Proprio a casa sua e della Alfa Romeo, si regala una bella iniezione di fiducia con un weekend impeccabile: sfiora l’ingresso nella fase finale delle qualifiche (mancato per soli due millesimi) e corre una gara solida nonostante il suo muretto box lo lasci un po’ troppo a lungo in pista con le stesse gomme. Avanti così!

Lewis Hamilton: voto 7. Ancora una volta, come già a Spa-Francorchamps, non si lascia abbattere dall’inferiorità velocistica della sua Mercedes e lotta a denti stretti con Leclerc. Stavolta, però, si elimina da solo con un errore che non è da lui (eppure a volte persino il Cannibale sbaglia). Al traguardo, la sua protesta per la mancata penalizzazione al pilota della Ferrari è un calo di stile: benché lui stesso sia stato, poco simpaticamente da parte dei tifosi di Monza, fischiato sul podio.

Max Verstappen: voto 6,5. Gara anonima, ma inevitabilmente condizionata dalla partenza in fondo alla griglia e dal successivo contatto, che lo ha costretto ad una rimonta pure coronata con l’ottava piazza finale. Queste ultime due piste non erano le più favorevoli alla Red Bull e soprattutto al suo motorista Honda: eppure i tempi sul giro in gara, nonostante il traffico nella pancia del gruppo, sono stati molto interessanti. Segno che i progressi del propulsore giapponese sono sempre più concreti e solidi.

Kimi Raikkonen: voto 5. Stavolta si fa surclassare dal compagno di squadra. Colpa della partenza dai box e dell’errore nel montaggio delle gomme, di cui è incolpevole, ma soprattutto del testacoda in qualifica: il pasticcio originale da cui è iniziato tutto.

Sebastian Vettel: voto 4. Un disastro. In qualifica si prende l’ennesima batosta dal suo compagno di squadra e non trova scusa migliore di accusare la strategia delle scie. In gara rovina tutto dopo soli sette giri, con un testacoda, un contatto provocato e una penalità di dieci secondi. Il tutto mentre il nuovo arrivato alla Scuderia si prende quegli onori che lui non è mai riuscito a meritarsi. Ormai non sembra più un quattro volte campione del mondo, ma un ex pilota mestamente avviato sul viale del tramonto, verso il pensionamento anticipato.

Fabrizio Corgnati