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Ospedale (Getty Images)

Le motivazioni della sentenza contro i genitori di Francesco Bonifazi, il bambino di 7 anni morto nel maggio 2017 per le complicazioni di un’otite, sono state depositate. La coppia è stata condannata a tre mesi di reclusione.

Sono state depositate le motivazioni della sentenza con la quale sono stati condannati a tre mesi di reclusione i genitori di Francesco Bonifazi, il bambino di soli 7 anni morto nel 2017 per le complicazioni di un’otite. Secondo i giudici, i due genitori non avrebbero “esercitato l’obbligo di protezione nei confronti del figlio” in quanto il piccolo, nonostante le sue condizioni, per circa 20 giorni avrebbe ricevuto solo cure naturali. L’omeopata a cui si era rivolta la coppia non avrebbe consigliato antibiotici, ma solo camomilla, gelsemium, iperico e altre piante medicinali.

Morte Francesco Bonifazi, il bambino morto per un’otite: depositate le motivazioni della sentenza contro i genitori

Nessun antibiotico o vaccino ed antipiretici solo se la febbre avesse superato i 43 gradi; unica cura camomilla, gelsemium, iperico e altre piante medicinali. Questi sarebbero stati i consigli dell’omeopata a cui si erano rivolti i genitori di Francesco Bonifazi, il bambino di 7 anni morto il 27 maggio del 2017 per le complicazioni di un’otite all’ospedale di Ancona. I due sono stati condannati dal Tribunale di Ancona lo scorso 6 giugno a tre mesi di reclusione per non “aver esercitato l’obbligo di protezione nei confronti del figlio“. Nelle motivazioni della sentenza di condanna, come riportato dalla redazione de Il Corriere della Sera, vengono riportate le indicazioni dell’omeopata Massimiliano Mecozzi che dovrà comparire in Tribunale il prossimo 24 settembre per l’inizio del processo. Il piccolo Francesco, stando alle motivazioni del gip Paola Moscaroli, sarebbe morto per le complicazioni di un’otite, la quale poteva essere curata con successo da alcuni antibiotici prescritti per tempo. Il bambino, invece, come riporta Il Corriere della Sera, avrebbe ricevuto solo cure naturali sotto consiglio dell’omeopata dal 7 al 27 maggio, giorno della sua morte all’ospedale di Ancona, dove era arrivato in gravi condizioni. Secondo il giudice, durante la terapia ci sarebbero stati diversi segnali che facevano evincere che la cura non stesse funzionando. Mecozzi, come riporta Il Corriere, quando la coppia si consultava con lui rispondeva che si trattavano di segnali di guarigione, compreso l’ascesso all’orecchio: “È segno che sta spurgando“. L’omeopata non si sarebbe allarmato neanche quando i genitori avevano riportato che Francesco fosse inappetente, spesso addormentato, con una febbre costantemente oltre i 39 gradi e non capace di sentire la televisione, il cui volume veniva tenuto altissimo. Secondo i periti, come riporta Il Corriere, il 18 maggio, ultima data utile per prescrivere gli antibiotici, inoltre il medico aveva accettato controvoglia di visitare il bambino rimproverando la coppia per averlo portato allo studio. Nella sentenza i giudici accusano i genitori del piccolo accusandoli di non aver esercitato “vigilanza e vaglio di attendibilità dell’attività svolta dal medico” contestando anche la scelta “inadeguata e imprudente” dell’omeopata “come unica figura di riferimento nonostante – si legge nella sentenza- la rigidità del professionista nell’approccio alluso di terapie vaccinali e antibiotiche“. Infine si legge nelle motivazioni: “Neppure la fiducia riposta nel medico, legittima e giustificata, può escludere un residuo obbligo di protezione nei confronti del minore“. Il legale della famiglia Bonifazi, l’avvocato Federico Gori, già a giugno quando è stata pronunciata la sentenza aveva dichiarato la volontà di presentare ricorso.

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