Il geologo Moretti: “Il terremoto tornerà, tornerà la Guerra ed il Vesuvio esploderà”

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(foto dal web)

Con un lungo post sul proprio profilo Facebook, il geologo Antonio Moretti ha analizzato la situazione geo-vulcanologica del nostro Paese parlando di un possibile terremoto.

Il professor Antonio Moretti, docente di Geologia Regionale e Sismologia all’Università dell’Aquila, esperto di terremoti e sismologia ha pubblicato un lungo post sul proprio profilo Facebook analizzando la situazione geo-vulcanologica del nostro Paese. Secondo il professor Moretti “Il nostro Paese è periodicamente soggetto a varie catastrofi naturali che hanno colpito, e colpiranno nuovamente, il nostro giovane Appennino e le regioni adiacenti” e per tale ragione non si possono prevedere i terremoti.

Il geologo Antonio Moretti analizza la situazione geo-vulcanologica dell’Italia: “Tornerà il terremoto”

Carissimi geocuriosi (e geopaurosi), a costo di divenire impopolare e vedere la mia figurina di plastica attaccata tra le corna di S.Gennaro, credo sia giunto il momento di divenire anche GEOREALISTI”. Così il professor Antonio Moretti, docente di Geologia Regionale e Sismologia all’Università dell’Aquila, esperto di terremoti e sismologia ha iniziato un lungo post pubblicato sul proprio profilo Facebook. “Metterò quindi a tacere il mio innato senso dell’ironia -prosegue Moretti- da toscanaccio linguacciuto e cercherò, per una volta tanto, di affrontare fuori dai denti un argomento serio, per quanto sgradevole possa essere. Non c’è bisogno di divenire esperti sismologi, né profeti né santoni, per ricordarci che siamo su di una terra ballerina, giovane, continuamente soggetta a terremoti e ad altri eventi naturali che possono mettere in pericolo la nostra quieta esistenza di tutti i giorni. I movimenti e sforzi tettonici tra le placche mediterranee causano il continuo accumularsi di energie nel sottosuolo le quali dovranno, immancabilmente, scaricarsi in maniera più o meno repentina. Dobbiamo accettare che il nostro Paese è periodicamente soggetto a varie catastrofi naturali che hanno colpito, e colpiranno nuovamente, il nostro giovane Appennino e le regioni adiacenti. Parleremo quindi di terremoti, ma gli stessi ragionamenti valgono anche per altri eventi spiacevoli che possono colpire la nostra società, naturali e non”. Moretti poi ha spiegato: “Le domande più frequenti, tra le tante che mi vengono periodicamente e ripetutamente rivolte, sono: Possiamo stare tranquilli? Tornerà il terremoto? e Quando? e Dove? La risposta alla prima domanda è naturalmente NO, ma questo non significa che dobbiamo per forza trasferirci tutti in una tenda canadese sui pascoli della Barbagia per vivere una vita felice e tranquilla. La questione è un poco più complessa e richiede di rispondere prima alle altre tre domande”. In merito il professore ha fatto un esempio per spiegare quanto detto precedentemente: “Faccio un esempio: a livello personale se devo andare a passare una settimana di vacanza su di un vulcano pericoloso, Ischia od a Stromboli per esempio, ci vado felice e tranquillo perché so che la bellezza incommensurabile di quelle isole mi ripagherà mille volte del remoto rischio che il vulcano decida di fare il birichino proprio in quel breve periodo. Se devo andarci a vivere e lavorare per alcuni anni, il rischio comincia a divenire più concreto, quindi farò bene a prestare attenzione alla zona dove vivo ed alla casa in cui abito, magari studiando le possibili vie di fuga… non si sa mai. Se intendo viverci tutta la vita, e così i miei figli e nipoti, devo accettare il fatto che il terremoto (o l’eruzione, o la frana, o l’inondazione o, perché no? La guerra) prima o poi verrà a trovarmi e quindi dovrò programmare la mia vita di conseguenza. Dovrò sapere -prosegue Moretti- che è inutile avere paura, ma che sarà necessario prepararsi e prendere le necessarie precauzioni per salvare le nostre vite e quelle di chi ci sta vicino”.

Il professore poi prosegue soffermandosi sull’aspetto politico delle catastrofi naturali: “Diversa è invece la questione a livello politico (regionale, nazionale o, meglio sarebbe, europeo). Io, amministratore pubblico, con la responsabilità della vita e del benessere di milioni di cittadini tra bianchi, neri, cinesi e toscani, DEVO sapere che in Italia accadono mediamente una decina di terremoti catastrofici ogni secolo, e quindi che nel volgere del mio incarico politico con grande probabilità sarò chiamato ad affrontare una catastrofe che potrebbe coinvolgere milioni di persone. No, non sto esagerando: il terremoto del 9-11 gennaio 1693 (M=7.4) devastò oltre metà della regione Sicilia, un territorio che oggi ospiterebbe oltre due milioni di persone. Due milioni di anime che avrebbero bisogno di soccorsi, assistenza medica, ospedali da campo, acqua, cibo, tende, gabinetti, alloggi riscaldati… e poi di sopralluoghi ed interventi sugli edifici, sulle infrastrutture, sul tessuto economico e, soprattutto, di sentirsi ancora parte di una società civile. Guardate il miserando spettacolo della ‘ricostruzione’ ad Amatrice (che pure è una città simbolo di poche migliaia di abitanti) e capirete quanto il nostro stato sia inadeguato a ciò che il futuro ci riserverà”. “Polemiche a parte – aggiunge l’esperto di terremotinessun paese europeo da solo potrà mai avere le risorse per affrontare una catastrofe delle dimensioni di quelle già avvenute in passato. Sarebbe opportuno (ma certo nessun politico leggerà mai queste righe) spostare il problema a livello europeo, magari responsabilizzando quegli organi militari dei quali speriamo di non avere mai bisogno per necessità belliche. Tornando alle nostre tre domande, la risposta è: SI, tornerà, Quando e Dove non hanno alcuna importanza, tornerà, sarà catastrofico e ci coglierà nuovamente impreparati”.

A questo punto Moretti analizza alcuni terremoti che hanno colpito l’Italia con tanto di immagini: “Le conclusioni mi sembrano evidenti. Se qualcuno di voi conoscesse un politico influente, gli regali queste tre immagini in una bella cornice dorata, e gli chieda di guardarle ogni sera prima di andare a letto….”. Moretti poi chiude il messaggio con un’amara conclusione: “Perciò, per cortesia, e lo dico con il massimo rispetto ed affetto per tutti voi che mi onorate della vostra fiducia, non fatemi più domande alle quali non SO, non POSSO e non VOGLIO rispondere, la storia parla da sola. Il Terremoto tornerà, tornerà la Guerra, il Vesuvio esploderà e la Pianura Padana sarà nuovamente devastata da alluvioni catastrofiche. Forse con il progredire delle conoscenze e della tecnica sarà possibile avere indicazioni ed allarmi con un certo anticipo, ma se nel frattempo non ci saremo preparati sarà completamente inutile. Quando arriverà saremo soli”.

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Carissimi geocuriosi (e geopaurosi), a costo di divenite impopolare e vedere la mia figurina di plastica attaccata tra…

Pubblicato da Antonio Moretti su Martedì 3 settembre 2019