Cal Crutchlow

MotoGP, 2020 anno clou: il quarto pilota che pensa all’addio

Con un contratto da pilota con LCR Honda fino al 2020, Cal Crutchlow non nasconde di sentirsi “più lento” e che le sue condizioni fisiche non sono più quelle di un tempo. A rendere più complicate le cose l’infortunio rimediato l’anno scorso in Australia, costringendolo ad un lungo inverno di riabilitazione, con il timore di non riacquisire completamente le capacità motorie.

Non si esclude che il pilota britannico possa ritirarsi alla fine del prossimo anno. “L’anno scorso, quando mi è stata posta la domanda, ho detto che pensavo fosse il mio ultimo contratto, ma che avrei potuto ri-firmare per altri due anni… Ma non sono veloce come prima. Sono veloce in gara, ma non sono così bravo in qualifica. E non posso dire perché, perché penso di essere un pilota migliore. Cerco sempre di spingere al massimo, ma forse la combinazione tra la moto e me…”. A rallentare Cal Crutchlow i dolori fisici: “Non è che penso di andare più piano, è solo che mi fa male il corpo – ha ammesso a Motorsport.com -. Non sono debole e guiderò sempre al 100%, indipendentemente dalle mie condizioni. Ma il mio corpo fa male. E non solo a causa della caduta dello scorso anno, in generale”.

Ad una certa età sorge il desiderio di una vita normale, passare più tempo con i figli. Di certo non seguirà le orme di Valentino Rossi: “Valentino continua anche a 40 anni! Ma non io, mi sento un po’ diverso. Sento anche di aver dato assolutamente tutto al mio sport. Mi sono dato il 100% e non è abbastanza per vincere un titolo mondiale MotoGP o essere davanti ogni settimana, e lo accetto. Sento di dare il 100% in ogni giro di ogni gara. Sento che mi è piaciuta la mia carriera, con alti e bassi, ma non la cambierei per nulla al mondo. Vorrei aggiungere alcuni podi qua e là, ma alla fine…”. Dopo Aleix Espargarò, Valentino Rossi e Jorge Lorenzo potrebbe essere l’ultima stagione anche per Cal Crutchlow.