Super-batterio New Delhi negli ospedali: si attivano le Asl

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Ospedale
Ospedale (foto dal web)

La Regione Toscana ha istituito un’unità di crisi ed emanato un decreto per monitorare e contrastare la diffusione imprevista del batterio New Delhi.

È scattato un allarme in Toscana dopo l’aumento dei casi di positività al batterio Ndm (acronimo di New Delhi metallo beta-lattamasi), un batterio tra i più resistenti agli antibiotici. Secondo quanto riportato dalla stampa locale e dalla redazione de Il Tirreno, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 è stato riscontrato un aumento di positività a tale batterio nei pazienti degli ospedali della Toscana che ha fatto scattare l’allerta in tutte le Aziende sanitarie della regione attivatesi per affrontare il fenomeno. La Regione ha varato un decreto all’interno del quale sono contenute le misure per affrontare e contrastare la diffusione del batterio Ndm.

Toscana, diffusione del batterio New Delhi: istituita un’unità di crisi

Dalla fine del 2018 all’inizio del 2019 negli ospedali della Toscana sono stati registrati 350 pazienti portatori di batterio Ndm, acronimo di New Delhi metallo beta-lattamasi, un batterio tra i più resistenti in circolazione agli antibiotici. Dei casi registratisi, come riporta la redazione de Il Tirreno, ben 44 sono risultati infetti con presenza confermata di batterio nel sangue. Per tali ragioni è scattata un’allerta in tutte le Aziende sanitarie della Toscana attivatesi per affrontare il fenomeno diffusosi in particolare nell’Area Nord Ovest della regione. In merito la Regione Toscana ha emanato un decreto contenente tutte le misure per monitorare e contrastare il diffondersi ulteriore del batterio. All’interno del decreto del 26 agosto sono contenute anche le istruzioni igienico-sanitarie per il ricovero e le successive dimissioni dei pazienti infetti. A formulare il decreto del 26 agosto, come riporta Il Tirreno, è stata un’unità di crisi costituita in Toscana e formata da un team di professionisti esperti di infezioni che ha creato anche un database dove inserire i dati da tenere sotto controllo. “Grazie all’impegno del personale -ha spiegato la Regione – il numero di pazienti portatori dall’inizio della diffusione fino ad oggi è costantemente monitorato, i portatori sono prontamente individuati e vengono messe in atto regolarmente le dovute precauzioni igieniche per non permettere la diffusione del batterio. La tempestività degli interventi – riporta Il Tirrenoha impedito che il batterio si diffondesse in maniera significativa anche nelle altre due Aree vaste“.

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