Omicidio Yara Gambirasio, Bossetti: “Non ho ucciso la piccola Yara”

Massimo Bossetti
Massimo Bossetti (foto dal web)

Il muratore di Mapello, Giuseppe Bossetti condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, si è proclamato nuovamente innocente in una lettera in cui ha annunciato di aver iniziato a scrivere un libro.

Massimo Giuseppe Bossetti, l’uomo condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio, sta scrivendo un libro. Il muratore di Mapello starebbe ripercorrendo tutto il percorso giudiziario che lo ha coinvolto sin dal giorno dell’arresto, avvenuto il 14 giugno 2014 mentre si trovava a lavoro in un cantiere a Seriate (Bergamo). Ad annunciarlo è lo stesso Bossetti in una lettera inviata al giornalista Marco Oliva in cui si è proclamato innocente come ha sempre fatto.

Omicidio Yara Gambirasio, Massimo Bossetti scrive un libro: “Lo ripeto e lo ribadirò non ho ucciso la piccola Yara”

Lo ripeto e lo ribadirò finché ne avrò le forze, non sono io la persona che ha ucciso la piccola Yara“. Così si è proclamato nuovamente innocente Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne ritrovata morta nel febbraio del 2011 a tre mesi dalla sua scomparsa. Bossetti lo ha fatto in una lettera inviata a Marco Oliva, conduttore della trasmissione Iceberg in onda su Telelombardia. Nella lettera, il muratore di Mapello, come riporta Tgcom24, ha anche spiegato di aver iniziato a scrivere un libro ripercorrendo tutta la vicenda sin dal momento del suo arresto nel giugno 2014 e definendolo come un “memoriale“. Bossetti ha ribadito nuovamente la sua innocenza scrivendo di non avere “minimamente idea di cosa potrebbe essere successo” a Yara firmandosi come “Massimo Bossetti, prigioniero di Stato“. Infine il muratore di Mapello ha lanciato un appello: “Voglio fare un appello a chi di dovere, a chi custodisce i reperti del mio caso: chiedo che venga garantita la massima custodia e conservazione, che non vengano distrutti come accaduto in altri casi, affinché un domani la mia difesa possa fare un’ulteriore accurata indagine. Il timore -riporta Tgcom24che possano andare irrimediabilmente distrutti è alto, basti vedere quanto è avvenuto nel caso di Rosa e Olindo… Non per niente come me sono stati allegramente condannati all’ergastolo due sprovveduti, i coniugi di Erba“. In merito ha parlato anche il difensore di Bossetti, l’avvocato Claudio Salvagni che in un’intervista al Quotidiano Nazionale ha spiegato: “L’idea è quella di un libro a quattro mani, alternandoci un capitolo io e uno Massimo. In quello che ha scritto finora Massimo ha messo non solo i fatti, ma anche i suoi sentimenti, le sue emozioni, le speranze deluse, la rabbia che prova, da innocente”. Infine l’avvocato conclude: “Per la casa editrice che decidesse di pubblicare il libro sarebbe una scelta di civiltà e non solo una scelta editoriale“.

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