Nubi radioattive ed incidenti nucleari: cosa sta realmente accadendo

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Nube radioattiva
(foto dal web)

La Russia e le sue attività connesse al nucleare sono da tempo al centro del dibattito: l’incidente nucleare avvenuto lo scorso 8 agosto ed i risultati sulla nube radioattiva che aleggia dal 2017 su tutta Europa hanno allertato numerose organizzazioni che stanno cercando di far chiarezza sugli eventi.

Un incidente nucleare in cui 7 persone hanno perso la vita e gli esami su una nube tossica che aleggia dal 2017 su tutta Europa hanno allertato i massimi sistemi di controllo. La Russia, dal canto suo, ha minimizzato entrambi gli eventi. Ma cosa è realmente accaduto?

La nube radioattiva e l’incidente nucleare: la paura di una nuova Chernobyl

Lo scorso 8 agosto, intorno alle 9:00, in Russia si è verificato un incidente nucleare su una chiatta ancorata nei pressi del poligono del Ministero della Difesa russo di Nyonoska, nell’oblast di Arcangelo (regione russa). L’agenzia russa Roshydromet avrebbe reso noto di aver rinvenuto tracce di isotopi radioattivi nei campioni di materiale prelevati nella zona in cui era avvenuta l’esplosione. L’incidente ha fatto registrate un livello di radiazioni che ha superato di ben 16 volte la norma. Su quanto accaduto era intervenuto Lassina Zerbo, capo della Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (Ctbto), pubblicando una mappa interattiva che mostrava la diffusione della  nube radioattiva dopo la misteriosa esplosione dell’8 agosto. Un incidente di cui ad oggi, non si conosce perfettamente la dinamica: pare che a causare l’esplosione sia stato del versamento di combustibile liquido nel missile da crociera Burevestnik – codice Nato SSC X9 Skyfall –, il primo razzo con propulsione mista a combustibile liquido per il decollo e con un reattore atomico miniaturizzato.

Nube radioattiva aleggia dal 2017 sull’Europa: valori di Rutenio-106 nell’aria

Di recente uno studio ha strappato via il velo di mistero su una nube di materiale radioattivo che aveva attraversato l’Europa nel settembre 2017 e che era stata rilevata da numerose nazioni del continente: l’origine di questa nube sarebbe da ricercarsi in un’esplosione verificatasi in una struttura nucleare degli Urali. A rivelarlo fu uno studio condotto da un team di esperti coordinato dal professor dell’Università di Hannover, Georg Steinhauser. Lo studio ha smentito la precedente versione del Cremlino, secondo cui la nube era stata provocata da una combinazione tra un satellite in fiamme ed un “evento meteorologico piuttosto raro“. Secondo lo studio dell’esperto in radiazioni Georg Steinhauser, la nube, in realtà, è stata causata da un incendio o da un’esplosione verificatosi in una struttura nucleare degli Urali. Steinhauser in merito ha dichiarato: “Abbiamo misurato il rutenio radioattivo-106. Le misurazioni indicano il più grande rilascio singolare della radioattività da un impianto di ritrattamento civile“. Come riportato dal Times, l’ultima volta che il rutenio 106, raro isotopo usato per la produzione di energia elettrica e in ambito medico, è stato intercettato nell’atmosfera in tutto il mondo è stato dopo il disastro di Chernobyl nell’aprile del 1986. Nonostante il livello di radioattività non costituisse una minaccia per la salute, lo studio ha voluto chiarire l’origine della nube confrontando i dati meteorologici e quelli in merito alla nuvola. Dai risultati dell’analisi è emerso come la nube provenisse dall’impianto di produzione di materiale nucleare di Mayak, una zona della città di Ozërsk, negli Urali meridionali. Proprio nell’impianto russo si verificò nel 1957 uno dei disastri nucleari più grandi della storia, dopo quelli di Chernobyl e Fukushima.

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