La Ferrari di Charles Leclerc in azione al Gran Premio del Belgio 2019 di F1 a Spa-Francorchamps (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc in azione al Gran Premio del Belgio 2019 di F1 a Spa-Francorchamps (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari, a Monza c’è il nuovo motore. Nonostante i timori sull’affidabilità

Più potente (dovrebbe sviluppare intorno a venti cavalli in più), ma soprattutto più efficiente, insomma capace di ridurre i consumi di carburante. La tanto attesa terza (e ultima, come prevede il regolamento) evoluzione del motore Ferrari per la stagione 2019 di Formula 1 farà ufficialmente il suo debutto nella gara di casa, il Gran Premio di Monza. I piani originali prevedevano un esordio anticipato di una settimana in Belgio, ma a Maranello hanno preferito optare per la prudenza, puntando sull’usato sicuro della vecchia e ormai collaudata seconda versione del propulsore.

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I risultati hanno dato ragione alla Scuderia, visto che Charles Leclerc è riuscito a conquistare il primo successo dell’anno sul filante tracciato di Spa-Francorchamps. Questo weekend, in Italia, però, persino la già assodata superiorità della Rossa in termini di potenza potrebbe non bastare: l’Autodromo brianzolo, dove il gas è aperto al massimo per il 75% del giro e la velocità media è la più alta dell’anno (260 km/h), esige che i propulsori siano spinti oltre ogni limite.

Quindi, via libera al V6 evoluto, come ha confermato alla vigilia lo stesso team principal Mattia Binotto: “In questo fine settimana prevediamo di introdurre la nostra terza unità di power unit”, ha dichiarato. Nello scorso fine settimana, precauzionalmente, questo sviluppo era stato introdotto solo sulle vetture clienti di Alfa Romeo e Haas, e gli ingegneri al quartier generale modenese hanno dovuto svolgere un supplemento di analisi sull’affidabilità dopo la preoccupante rottura occorsa ad Antonio Giovinazzi in qualifica. “Questo è senza dubbio un elemento da studiare e analizzare”, aveva messo le mani avanti Binotto a caldo. Evidentemente l’analisi ha dato esito positivo, visto che il semaforo verde sul motore alla fine è arrivato.

Non solo Ferrari: anche Mercedes, Renault e Honda tremano

Del resto, anche la rivale Mercedes, che al contrario aveva deciso di far esordire i propulsori evoluti già a Spa, aveva avuto non pochi grattacapi sul fronte della loro tenuta: tra prove libere e gara ne erano esplosi ben due, sulla Racing Point di Sergio Perez e sulla Williams di Robert Kubica. I motoristi capitanati da Andy Cowell, per prudenza, avevano depotenziato le power unit di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas per la gara, poi negli ultimi due giorni hanno proceduto ad una rapida analisi nella sede di Brixworth, che a quanto si apprende avrebbe consentito di trovare una soluzione, visto che l’ipotesi di tornare alla seconda versione del V6 è stata alla fine scartata.

Anche gli altri due motoristi, Renault e Honda, non sono immuni dai timori sull’affidabilità: entrambi avevano portato i loro aggiornamenti venerdì in Belgio solo per poi tornare di corsa ai modelli precedenti. Insomma, sul circuito che più di tutti nel calendario mette alla frusta i propulsori, nessuno si può dire veramente al sicuro.

Fabrizio Corgnati