Valentino Rossi in sella alla Yamaha M1 (Foto Yamaha)
Valentino Rossi in sella alla Yamaha M1 (Foto Yamaha)

MotoGP, boss Yamaha svela i veri problemi della M1

In casa Yamaha c’è maggiore ottimismo dopo i test di Brno e Misano, quando Valentino Rossi e Maverick Vinales hanno guidato le prime e ancora approssimative versioni delle M1 2020. “Dopo la disastrosa scorsa stagione abbiamo dovuto cambiare qualcosa – ha spiegato Takahiro Sumi, project leader Yamaha,a Speedweek.com -. Non solo la moto, ma anche il nostro modo di pensare, in termini di sviluppo. Abbiamo cambiato molte piccole cose. La moto non è così diversa, ma Yamaha è diversa. Usiamo ogni risorsa per sviluppare una moto più competitiva e uscire dalla crisi per il prossimo anno”.

Le idee sul futuro sono adesso più chiare, a Misano ha fatto il suo esordio il forcellone in carbonio e un nuovo doppio scarico per migliorare l’erogazione del gas. Iwata non sarà ancora ai livelli di Ducati e Honda per il momento, ma la strada sembra spianata in ottica 2020. “Man mano che l’elettronica e le gomme del campionato mondiale MotoGP sono cambiate, ci siamo imbattuti in alcuni problemi di sviluppo. Non puoi risolvere 20 problemi contemporaneamente, quindi concentriamoci su quelli più importanti”, ha precisato Sumi. Inoltre le nuove gomme proposte da Michelin per la stagione 2020 hanno raccolti ampi consensi dai piloti, anche se “bisogna fare molta attenzione a come influenzano la nostra moto”.

Da tempo il team Yamaha sarebbe favorevole a cambiare almeno una specifica di motore a stagione in corso. Soluzione che potrebbe trovare quasi tutti d’accordo, eccezion fatta per quei costruttori che possono beneficiare delle concessioni. “Il fatto che lo sviluppo del motore sia bloccato durante l’anno presenta vantaggi e svantaggi. Se consentiamo un aggiornamento, il problema delle risorse aumenta. Pertanto, non ne discutiamo molto e inoltre non abbiamo alcun cambiamento nei regolament i”.