Marquez: “Così ho cambiato la mia mentalità, per vincere ancora di più”

Marc Marquez (Foto Gold & Goose/Red Bull)
Marc Marquez (Foto Gold & Goose/Red Bull)

MotoGP | Marquez: “Così ho cambiato la mia mentalità, per vincere ancora di più”

“Due anni fa sono caduto ventiquattro volte. L’anno scorso ventitré, quindi non molte meno…”. Difficile trovare punti deboli in un pilota che ha vinto cinque campionati del mondo di MotoGP (e va per il sesto) negli ultimi sei anni. Ma se lo stesso Marc Marquez se ne riconosce uno, è la sua tendenza a cadere un po’ troppe volte durante i weekend di gara.

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Non che questo gli metta addosso paura: “Fa parte del mio lavoro, ma fa parte anche della mia natura: cerco sempre di spingere tutto al limite”, ha raccontato nel corso di una lunga intervista concessa ai microfoni della rivista inglese Square Mile. “A volte la moto non è pronta, ma anche in quel caso ci provo, e di solito è questo il motivo per cui cado. Ma quest’anno riesco a mantenere tutto un po’ più sotto controllo. Ovviamente non voglio cadere, a nessuno piace, ma fa parte del lavoro”.

Un Marc Marquez più costante

Ma su questo tallone d’Achille, Marc Marquez ha lavorato a lungo, tanto da arrivare a modificare il suo atteggiamento in sella per garantirsi maggiori possibilità di lottare per il titolo mondiale. “Tre o quattro anni fa quella era la mia mentalità: o vincevo o cadevo”, prosegue il fuoriclasse di Cervera. “Ma nel 2015 ho perso il campionato proprio per colpa di quell’approccio: vinsi sei gare ma in altre sei arrivai molto indietro. Alla fine il nostro obiettivo principale è cercare di vincere il campionato, quindi l’aspetto più importante è la costanza di rendimento. Ora cerco ancora di raggiungere il limite, ma non in ogni giro della gara come prima, solo qualche giro alla volta”.

Pur essendo già un sette volte iridato, insomma, il pilota della Honda ha pur sempre solo 26 anni e ancora molti margini di miglioramento davanti a sé: “Ho solo ventisei anni ma corro in MotoGP già da sei. Il mio spirito è lo stesso del 2015, forse ancora migliore. Tuttavia, con la mia esperienza, ho imparato come spingermi al limite, invece di andare solo più forte. Ho commesso errori e ho imparato da essi, e ascolto la squadra che mi sta intorno. Ovviamente l’essere umano è l’unico animale che commetterà lo stesso errore due o tre volte, ma comunque continuo a imparare”. Una brutta notizia per i suoi avversari…