Ferrari, vecchie (e nuove) armi tecniche per rivincere anche a Monza

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Le Ferrari di Charles Leclerc e Sebastian Vettel nel Gran Premio del Belgio 2019 di F1 a Spa-Francorchamps (Foto Ferrari)
Le Ferrari di Charles Leclerc e Sebastian Vettel nel Gran Premio del Belgio 2019 di F1 a Spa-Francorchamps (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari, vecchie (e nuove) armi tecniche per rivincere anche a Monza

Un primo obiettivo, quantomeno, la Ferrari lo ha realizzato: non concluderà la stagione senza vittorie. Ma ora non è il momento di accontentarsi. Forte dell’ottimismo ritrovato per lo scampato pericolo e della riconferma della competitività della SF90 sui circuiti superveloci, ora la Rossa ha a disposizione un’altra occasione d’oro per brillare, ad una sola settimana di distanza: la gara di casa, il Gran Premio di Monza.

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La principale arma tecnica che il Cavallino rampante metterà in pista questo weekend per fare la differenza è ancora una volta il suo motore, che ormai ha superato il rivale Mercedes a livello di potenza. Anzi, di motore dovrebbe debuttarne uno nuovo: il terzo e ultimo sviluppo stagionale, rimandato proprio in vista della tappa italiana e sperimentato domenica scorsa a Spa-Francorchamps solo sulle vetture clienti di Haas e Alfa Romeo. Qualche timore per l’affidabilità lo ha sollevato la rottura sulla macchina di Antonio Giovinazzi in qualifica, ma non così grave da sospenderne ulteriormente l’esordio ufficiale in gara.

Il motore è il punto di forza della Ferrari

Il tempio della velocità brianzolo, dove per il 75% del giro l’acceleratore rimane aperto in pieno e si raggiunge una media di oltre 260 km/h, del resto, è il luogo ideale per sfruttare i cavalli in più e i ridotti consumi che i motoristi della Ferrari hanno garantito con questa nuova evoluzione. E respingere ulteriormente indietro gli avversari della Mercedes, che già in Belgio avevano lamentato “15 km/h in meno” per bocca dello stesso team principal Toto Wolff. E che, come dimostrano le rotture subite dai clienti Racing Point e Williams, non hanno ancora del tutto risolto le difficoltà di raffreddamento della loro power unit.

Il motore, dunque, sarà l’elemento decisivo anche nel Gran Premio d’Italia, ma non sarà l’unico. “Mettiamo a punto un pacchetto Monza, che useremo solo lì”, ha rivelato il direttore sportivo Laurent Mekies al Corriere della Sera, “lavorando su quattro aree: motore, assetto (più rigido, ndr), freni (i dischi più estremi con 1480 fori di raffreddamento, ndr) e aerodinamica”. Sull’aerodinamica, in particolare, ci si aspetta molto dalla ridotta resistenza all’avanzamento nei rettilinei su cui può contare la Rossa: “Monza è particolarmente sensibile al drag, il 60% in più della media stagionale”, spiega il responsabile dell’aerodinamica Enrico Cardile. “Bisogna togliere drag lasciando inalterate la reattività e la robustezza della vettura. E mantenere un livello accettabile di carico per le curve”.

Un particolare in più

Infine, non dimentichiamo anche la meccanica. La Gazzetta dello Sport sottolinea l’importanza che, già nel successo di Charles Leclerc a Spa, ha rivestito la sospensione posteriore pull rod ad ammortizzatori rotanti, che consente di sfruttare meglio le gomme. La barra di torsione ancorata a un pacco lamellare consente un’ampia gamma di regolazioni della rigidità, per adattarsi al meglio ad ogni tipo di circuito. Anche a quello monzese, si spera.