virus intestinale
(foto dal web)

Secondo un quadro prospettato dal Prof. Filippo Crea, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Gemelli di Roma, le donne hanno una più alta probabilità di essere colpite da un infarto ed una minor possibilità di sopravvivenza.

Le probabilità che un infarto colpisca una donna dopo i 65 anni sono maggiori rispetto a quelle di un uomo ed inoltre le persone di sesso femminile hanno minor possibilità di sopravvivenza in tale circostanza. Il motivo lo spiega il professor Filippo Crea, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Agostino Gemelli Irccs di Roma, intervistato dall’agenzia Dire sulle malattie cardiovascolari.

Una donna colpita d’infarto ha meno probabilità di sopravvivenza rispetto ad un uomo

Sarebbe tutta una questione di tempistiche: il Prof. Filippo Crea, nella sua intervista rilasciata alla redazione Dire, ha riferito che il peggioramento della prognosi di una donna colpita da infarto, rispetto a quella di un uomo, dipenderebbe dal fatto che quest’ultima avvertendo un dolore cardiaco si recherebbe in media un’ora o due più tardi al pronto soccorso rispetto all’altro sesso. Le donne, infatti, credono di non poter essere colpite da un attacco di cuore e si ritengono al riparo da malattie cardiache, ma sottovalutano il fatto che tale circostanza al più potrebbe verificarsi solo prima della menopausa quando gli estrogeni sono produttivi. In seguito sarebbero proprio le persone di sesso femminile a poter soffrire maggiormente di patologie legate all’apparato cardiocircolatorio. Ma c’è di più, dice il Prof. Crea: mentre i sintomi dell’infarto maschile sono ben noti (dolore al braccio sinistro, difficoltà respiratoria, grande senso di oppressione), nelle donne questi ultimi sono più silenti.

Il dolore cardiaco nelle donne si manifesta spesso con dolori alla schiena, alla mandibola, nausea, stanchezza, sintomi facilmente confondibili con altre patologie di minor gravità, come un’influenza. Una mancanza di respiro ed un senso di chiusura della gola, a volte, potrebbero addirittura condurre a pensare che si tratti di una semplice crisi di ansia o di panico, per cui superfluo sarebbe recarsi al pronto soccorso, ma così non dovrebbe essere. Il Prof. Crea, nella sua intervista a Dire, ha sottolineato che una donna su cinque ha un infarto silenzioso, ovvero asintomatico. I rischi che una donna possa essere colpita da un infarto con la menopausa e il relativo crollo ormonale aumentano, e dopo i 70 anni l’incidenza di mortalità è molto più alta che negli uomini. I dati, riferisce il Prof. Crea a Dire, dimostrano che una donna ha una probabilità di morire d’infarto dieci volte superiore a quella di morire di cancro al seno, e che l’angina pectoris e la necrosi del miocardio sono le due principali cardiopatie che interessano il cuore femminile. Per tale ragione, il Prof. Crea ha rivolto un accorato appello: se inspiegabilmente si avverte una stanchezza estrema, e se l’affaticamento non coincide con attività appena svolte, nel dubbio è sempre meglio eseguire un elettrocardiogramma.

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