F1 GP Belgio, pagelle: Leclerc leader Ferrari e futuro campione del mondo

Charles Leclerc sul podio del Gran Premio del Belgio 2019 di F1 a Spa-Francorchamps (Foto Ferrari)
Charles Leclerc sul podio del Gran Premio del Belgio 2019 di F1 a Spa-Francorchamps (Foto Ferrari)

F1 | GP Belgio, pagelle: Leclerc leader Ferrari e futuro campione del mondo

Charles Leclerc che conferma il suo ruolo di predestinato e va a prendersi la sua prima vittoria in carriera in Formula 1 (e la prima stagionale per la Ferrari), Lewis Hamilton che non si accontenta anche se avrebbe potuto e ci prova fino alla fine, e dietro di loro una serie di rimonte e di sorpassi a centro gruppo. E poi quelli che sprecano tutto con delle manovre garibaldine o degli errori marchiani. Questi i voti al Gran Premio del Belgio andato in scena a Spa-Francorchamps nelle consuete pagelle dopo-gara di TuttoMotoriWeb.com.

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Charles Leclerc: voto 10 e lode. Altro che Sebastian Vettel: il vero capitano della Ferrari è stato lui, fin dal venerdì. Ha asfaltato tutti in qualifica e poi ha gestito la gara da vero campione, nonostante i soli 21 anni. Che prima o poi avrebbe vinto una gara lo avevano capito già tutti, ma ieri ha dimostrato di avere la stoffa per diventare anche campione del mondo.

Lewis Hamilton: voto 8,5. Se si fosse arreso o accontentato, nessuno lo avrebbe potuto biasimare. Con quel vantaggio in campionato, e con la Mercedes che una volta tanto a Spa-Francorchamps non era la vettura da battere, avrebbe potuto lasciar andare Leclerc verso il traguardo e mettersi l’anima in pace. Invece ci ha provato fino all’ultimo metro: è anche così che si vincono cinque (quasi sei) titoli mondiali.

Alexander Albon: voto 8. Alla sua prima stagione in Formula 1, al suo primo Gran Premio in Red Bull, una macchina mai provata prima, partiva diciottesimo per colpa del motore sostituito. Una pressione che avrebbe distrutto molti, ma non lui: si è tirato su le maniche e, a suon di sorpassi e rimonte, si è preso il quinto posto.

Lando Norris: voto 8. Stava facendo l’ennesima gara da big, impeccabile, quinto per tutta la corsa e con un passo non molto peggiore di quelli dei due top team. Poi, a un solo giro dalla fine, è costretto al ritiro ma non per colpa sua: tradito dal motore Renault. Un vero peccato.

Valtteri Bottas: voto 6. Sufficiente, perché alla fine arriva il podio, ma solo grazie ai problemi altrui. Non è mai andato all’attacco, non si è mai cercato delle vere chance, ma si è limitato a condurre una gara anonima, da attore non protagonista. Non è per questo che la Mercedes gli ha appena rinnovato il contratto.

Sebastian Vettel: voto 5. Si è ritrovato al centro dei giochi di squadra Ferrari, come all’inizio della stagione, solo che stavolta è stato lui a dover fare lo scudiero. Un po’ perché la strategia a due soste non ha funzionato a dovere, un po’ perché il suo passo era notevolmente più lento di quello di Leclerc. Questa gara fotografa la sua retrocessione a seconda guida del Cavallino rampante.

Antonio Giovinazzi: voto 4. Anche lui partiva da fondo griglia, per le rotture del motore e del cambio; anche lui ha rimontato fino alla zona punti, ma solo per rovinare tutto all’ultimo giro andando a schiantarsi da solo contro le barriere. Spreca una grande gara, un bel potenziale e una manciata di punti di cui aveva un enorme bisogno.

Max Verstappen: voto 4. Era in corsa per la striscia di arrivi nei primi cinque più lunga della storia, ma la interrompe dopo ventuno gare. Con il passare degli anni ha accumulato maturità, ma ieri è tornato per un giorno quello del passato. Ha riprovato quella manovra suicida alla partenza, tentando di infilarsi tra una macchina e il guard rail: non gli era riuscita in passato e non gli è riuscita nemmeno stavolta. Braccetto rotto e gara alle ortiche.

Fabrizio Corgnati