Sarah Scazzi
Sarah Scazzi (foto dal web)

La criminologa Anna Vagli ha parlato, sul Corriere di Lucca, del delitto di Avetrana la cui vittima, Sarah Scazzi, per la Corte di Cassazione è stata uccisa dalla cugina Sabrina Misseri e dalla zia Cosima Serrano. La dottoressa ha espresso il suo pensiero anche in merito a Michele Misseri, zio di Sarah.

La criminologa Anna Vagli, tramite un suo intervento sul Corriere di Lucca, ha espresso il proprio parere circa i personaggi coinvolti nel delitto della giovane Sarah Scazzi: Sabrina Misseri e Cosima Seranno, condannate all’ergastolo per l’uccisione della giovane, e Michele Misseri in carcere per occultamento di cadavere. Una considerazione, quella della criminologa, che lascia trasparire i suoi dubbi circa un possibile nuovo esito della vicenda, nonostante l’accoglimento del ricorso presentato dal legale delle due donne alla Corte di Strasburgo.

Delitto di Avetrana: parla la criminologa Anna Vagli

La criminologa Anna Vagli è tornata sul caso di Avetrana, pubblicato sul Corriere di Lucca. “Adesso chiudete gli occhi e provate a immaginare una stella a cinque punte. Raffiguratevi ad ogni vertice i protagonisti del delitto di Avetrana. Collocate – scrive in apertura Anna Vagli- ancora mentalmente la stella in un universo che si espande da uno dei suoi vertici, quello corrispondente al Russo (Ivano ndr), originando così un cosmo ivanocentrico”. Così inizia la criminologa la propria rappresentazione in chiave satirica del delitto di Avetrana, e prosegue iniziando la disamina dei personaggi: “Cominciamo da loro, dalle cugine Sabrina e Sara. La prima, diciamocelo, non proprio uscita dal Victoria’s Secret Fashion Show (sfilata in cui le modelle scendono in passerella in lingerie ndr). Chili in eccesso, incredibilmente fragile, insicura e rifiutata da Ivano, quel ‘Dio Ivano’ tanto osannato da infiammare le notti della ragazza di Avetrana. Proprio lui, che più volte l’aveva respinta (come se il Russo fosse il Brad Pitt di questi giorni sul red carpet di Venezia). Proprio quell’Ivano che, per tutti e tre i gradi di giudizio – prosegue la criminologa- è stato riconosciuto come l’ago della bilancia in questo dramma senza fine”. L’articolo prosegue ed Anna Vagli parla, invece, della vittima Sarah Scazzi: “Al vertice opposto si trova invece Sarah. Bionda e nel fiore degli anni. Graziosa e leggiadra, tanto magra da diventare un’ossessione per la cugina. Sarah si era trasferita ad Avetrana soltanto da qualche tempo, dopo che i rapporti tra sua madre, Concetta Serrano, ed il padre, si erano irrimediabilmente incrinati. La ragazzina trascorreva le sue giornate estive a casa Misseri, regno di quella sorella maggiore che non aveva mai avuto”. Sotto la lente di ingrandimento della criminologa, poi, Michele Misseri, lo zio di Sarah: “Poi c’è lui, lo zio Miché. Quello zio che per salvare la famiglia, in un valzer di confessioni e ritrattazioni, ha maldestramente tentato di addossarsi ogni colpa della morte di Sarah. Lo stesso Michele succube delle due matrone al punto da ridursi a dormire su una sdraio e a mangiare con le mani. Come se fosse uno scappato di casa. Come se fosse davvero l’ultima ruota del trattore”. Infine, le attenzioni di Anna Vagli convergono su Cosima Serrano: “Ma a chiudere il cerchio familiare c’è Cosima Serrano, la matriarca che Stephanie Forrester scansati, la donna dalla spintarella facile e che, con i suoi 120 kg, niente perdona”. Un piccolo spazio viene riservato anche ad Ivano Russo, di cui in premessa: “Arriviamo così dritti ad Ivano, il bello di Avetrana, capace di far girare la testa alle donzelle del Paese (probabilmente il mercato locale niente di meglio aveva da offrire). Fascinoso quanto dannato era agli occhi della cozza Sabrina che, pur di elemosinare qualsiasi tipo di attenzione, era arrivata ad inviare al prestante militare ben 4500 messaggi giornalieri”. Dopo questa rappresentazione dei personaggi coinvolti nella vicenda, la criminologa Anna Vagli rappresenta le sue perplessità circa un probabile nuovo esito della vicenda: secondo la dottoressa, infatti, pur essendo stato accolto dalla Corte di Strasburgo il ricorso presentato da Sabrina Misseri e Cosima Serrano di certo non ci potrà essere un netto ribaltamento. “Sullo sfondo di questo spettacolo horror ‘made in sud’, a rimescolare le carte in tavola ora ci pensa la Corte di Strasburgo, che ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dai legali di Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Dunque sempre la stessa storia. Nel nostro Paese spesso gli avvocati depongono la toga per indossare la divisa dei capi ultras e per insinuare nel quivis de populo (e non solo) idee complottiste di americana memoria. Sono ancora ignote –dice la criminologa- le motivazioni che hanno indotto la Corte di Strasburgo ad accogliere il ricorso delle donne di casa Misseri, ma, a mio avviso, la questione non aprirà alcun tipo di spiraglio per la revisione del processo. Anche i recenti accertamenti compiuti sui telefoni cellulari – che collocherebbero il cellulare di Sarah in garage – non rappresenterebbero di per sé elementi sufficienti per la riapertura del caso”.

Leggi anche —> Omicidio Sarah Scazzi: “Nessuno gli ha mai raccontato come è andata”