Strage di Erba: “Dei coniugi Romano nessuna traccia sulla scena del crimine”

strage di erba
Rosa Bazzi ed Olindo Romano (foto dal web)

La nota ed affascinante criminologa Roberta Bruzzone, all’interno della sua rubrica sul settimanale Giallo, ha parlato della strage di Erba per la quale sono stati condannati all’ergastolo i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi.

La strage di Erba, nonostante siano trascorsi 13 anni dal suo tragico verificarsi, è uno dei casi di cui ancora oggi maggiormente si discute. Le vittime furono quattro e per la loro uccisione vennero condannati all’ergastolo i coniugi Rosa Bazzi ed Olindo Romano. A parlare della strage, molto recentemente, è stata la nota criminologa Roberta Bruzzone all’interno della sua rubrica sul settimanale Giallo.

Strage di Erba, Roberta Bruzzone: “Indagine imperfetta”

Roberta Bruzzone, nota criminologa, fu uno dei consulente della difesa dei coniugi Romano in merito alla strage di Erba. Riguardo alle indagini sul caso ha voluto esprimere alcune sue perplessità. Nella sua rubrica sul settimanale Giallo, la psicologa forense ha dichiarato che a suo avviso il racconto fornito dai due colpevoli, riconosciuti tali da una sentenza passata in giudicato, non troverebbe alcun riscontro con le risultanze probatorie. La Bruzzone ha, infatti, spiegato: “A chi come me conosce alla perfezione l’intero fascicolo sul caso della strage di Erba, risulta evidente che qualcosa non torni. Per essere più chiari, non torna niente nel racconto inizialmente fornito dai due coniugi Olindo e Rosa Romano. I due, prima di ritrattare le loro sgangherate confessioni – prosegue la criminologa- avevano raccontato una storia che non stava in piedi, soprattutto rispetto alle costruzione dei fatti elaborata dal Ris di Parma”. Il suo intervento su Giallo prosegue: “Non ho mai nascosto che a mio avviso si sia trattato di un’indagine decisamente ‘imperfetta’. Ciò che hanno riferito i coniugi Romano nelle varie versioni è lontanissimo da ciò che le tracce presenti sulla scena del crimine raccontano. E io, dopo 20 anni di attività sul campo, ho imparato –dice la Bruzzone- a fidarmi molto più delle tracce che delle persone. Anche quando confessano delitti mai commessi. Senza contare poi, che dei coniugi Romano sulla scena del crimine non c’è nessuna traccia”. Dei dubbi, quindi, che si ancorano alle evidenze emerse durante il corso del processo e che non avrebbero sin da principio convinto la criminologa circa il reale accadimento dei fatti: “Ritengo improbabile commettere una strage di quel tipo senza lasciare nulla dietro di sé. La mansarda, dove è stata trovata assassinata la Cherubini è stata risparmiata dall’azione del fuoco: la scena era integra –afferma la Bruzzone su Gialloe c’erano tracce chiare e utilizzabili per un confronto. Ebbene non si tratta di tracce riconducibili né a Olindo Romano né a sua moglie Rosa Bazzi”. L’intervento della criminologa si chiude con un interrogativo: “Chi c’era dunque sulla scena del crimine quella maledetta serata?”.

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