Superbike, van der Mark: “Ho iniziato a correre grazie a Valentino Rossi”

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Michael van der Mark (Getty Images)

Michael van der Mark è tra i maggiori protagonisti del campionato mondiale Superbike di questi anni e il suo nome è legato strettamente alla Yamaha. E’ stato lui a riportare la casa di Iwata a vincere nella categoria nel 2018 (doppietta a Donington) e con essa ha anche conquistato per due volte la 8 Ore di Suzuka (2017 e 2018).

A dire il vero, il pilota olandese all’inizio ha corso diversi anni con la Honda. Tra il 2010 e il 2016 in Superstock, Supersport (campione nel 2014) e Superbike (nove podi). Ha vinto anche due 8 Ore di Suzuka (2013 e 2014). Ma viste le poche prospettive di crescita con la casa di Tokio nel WorldSBK, ha deciso di sposare il progetto Yamaha. E ha fatto bene, visto che di anno in anno ci sono stati miglioramenti. Anche nel 2020 rimarrà nello stesso team, però verrà affiancato da Toprak Razgatlioglu. Il turco rimpiazzerà Alex Lowes.

Superbike: Michael van der Mark tra passato, presente e futuro

Van der Mark in un’intervista concessa al sito ufficiale WorldSBK.com ha parlato della sua carriera e svelato alcuni aneddoti. Innanzitutto ha svelato come ha iniziato a correre: «Era abbastanza tardi quando volevo diventare un pilota. Penso di avere 11 anni e siamo andati al TT Assen, dove sono stato in grado di sedermi sulla M1 di Valentino Rossi. Da quel momento in poi ho detto a mio padre: “Voglio correre!”».

Michael ha vinto il titolo mondiale Supersport nel 2014 e adesso spera di poter rivivere al più presto la gioia di un trionfo importante anche in Superbike: «Il nostro obiettivo è diventare campioni del mondo e non penso a nient’altro. Quando ho superato il limite ed ero campione, non sapevo cosa stesse succedendo. Ci vuole un po’ di tempo per assimilarlo. È qualcosa che desideri e sogni e, infine, realizzarlo, è sorprendente».

Il pilota olandese, terzo nella classifica SBK 2018 e attualmente quarto (ha saltato per infortunio il round di Misano) ha ricordato anche quando ha corso con una leggenda come Troy Bayliss nelle prime gare del 2015, quando l’australiano rimpiazzò l’infortunato Davide Giugliano in Ducati: «Correre con Bayliss nelle mie prime gare a Phillip Island è stato davvero bello. Nessun altro poteva andare in moto come lui. Poi, in Thailandia, ho avuto una battaglia con lui! Era come se fosse un bambino. Abbiamo avuto la stessa velocità per alcuni giri. Pensavo “come può farlo?”. Non ho mai visto nulla di simile in vita mia».

Il pilota olandese ha spiegato anche come andarono le cose nel weekend in Gran Bretagna nel 2018, quando vinse le sue prime gare in Superbike: «Quando ho vinto a Donington Park è stato fantastico. L’intero weekend è stato strano, ma è per questo che è stato speciale. Sono stato malato per tutto il fine settimana, penso che nel FP2 fossi l’ultimo. Poi tutti migliorano per la seconda gara, ma non abbiamo cambiato nulla sulla moto e abbiamo vinto di nuovo!».

Infine van der Mark ha parlato di Nicky Hayden, che fu suo compagno di team in Honda nel 2016 : «Vuoi sempre battere il tuo compagno di squadra, ma vuoi sempre averne uno forte. Nicky Hayden è stato uno speciale, era forte in Superpole e in gara. È stato difficile da accettare, però è sempre stato positivo al fine di spingermi. Alex Lowes è sempre veloce, ma è mentalmente diverso rispetto alle corse con Nicky Hayden».