Succhi di frutta, uno studio rivela: “Pesticidi e non solo in quelli del supermercato”

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Succhi di Frutta
Sostanze potenzialmente nocive nei succhi di frutta, emerge da uno studio – FOTO: tuttomotoriweb

Una analisi di laboratorio condotta da ‘Il Salvagente’ su dieci marche di succhi di frutta in vendita in Italia svela un risultato alquanto preoccupante.

I succhi di frutta rappresentano uno dei prodotti il cui consumo aumenta maggiormente in estate. Questo sia tra i bambini che tra gli adulti. Eppure ci sono diverse controindicazioni nell’assunzione di tali bevande. Prima di tutto c’è da dire che non sono affatto salutari quanto la frutta vera, meglio se fresca e di stagione. Un succo all’arancia confezionato non sarà certo come uno ottenuto da una bella spremuta fatta in casa. Infatti al suo interno i prodotti confezionati contengono tante altre sostanze quali saccarosio, zuccheri artificiali, conservanti, con una percentuale minima di frutta effettiva. La rivista ‘Il Salvagente’ ha condotto una indagine relativa al grado di salubrità e di benefici apportati da dieci marche di succhi di frutta, analizzandone altrettanti campioni al gusto di pera. Che è uno dei più apprezzati e consumati. Si tratta di prodotti comunemente reperibili in ogni supermercato. I marchi presi in disamina sono Alce Nero, Coop, Ecor, Esselunga, Puertosol, Santal, Skipper Zuegg, Solevita (Lidl), Valfrutta e Yoga.

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Succhi di frutta, al loro interno hanno sostanze potenzialmente pericolose

Ebbene, i risultati finali sono stati sorprendenti, con la presenza di elementi che possono essere potenzialmente dannosi per l’uomo. Sarebbero state infatti rinvenute, dopo le osservazioni approfondite svolte in laboratorio, tracce di pesticidi e di altre sostanze chimiche. Sotto accusa poi anche la presenza di tossine (in primis la patulina) e le quantità di zucchero. La presenza massiccia di glucosio, fruttosio e simili viene indicata come una delle principali cause di obesità infantile. Non sottovalutate la cosa”. Ad ogni modo non c’è affatto da preoccuparsi in quanto le quantità di queste sostanze risultano essere insignificanti in merito all’eventuale manifestarsi di effetti collaterali. Ma tanto basta per rendersi conto che è molto meglio darei ai nostri figli della frutta fresca. La contestata patulina invece si trova in sei dei campioni sui dieci esaminati, e nel risultato peggiore basterebbe che un bambino beva 5 bicchieri in un giorno per raggiungere la dose tossicologica più altra, come ricorda sempre ‘Il Salvagente’.

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