Incidente nucleare
L’incidente nucleare in Russia desta sospetti sull’operato del Governo Putin – FOTO screenshot

Nelle settimane successive all’incidente nucleare avvenuto tre settimane fa in Russia emerge una novità significativa, nonostante le rassicurazioni del caso.

L’incidente nucleare avvenuto in Russia lo scorso 8 agosto sta avendo delle ripercussioni evidenti sull’ambiente dell’area interessata dal fatto. La vicenda era avvenuta alquanto vicino a Severodvinsk, popolosa città situata nella parte nord-occidentale dello sterminato Paese russo, a sostanzialmente non molta distanza dalla Finlandia. Nonostante fonti ufficiali del Governo Putin abbiano fornito delle rassicurazioni, quasi a voler minimizzare quanto successo, l’Agenzia Meteorologica statale russa ha fatto sapere di avere individuato quattro isotopi radioattivi all’interno di campioni di aria prelevati direttamente nella stessa Severodvinsk. Il centro abitato sorge a 50 chilometri di distanza da Nonoksa, dove si trova la base militare di Nenoksa, dove l’incidente nucleare si è svolto ed in merito al quale non sono stati forniti dettagli.

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Incidente nucleare, alla base di tutto si pensa ad un guasto ad un reattore

Si sa però che questo ha portato alla morte di cinque scienziati della Rosatom, l’agenzia nucleare russa. Si sospetta di un guasto ad un reattore nucleare di piccole dimensioni adibito a serbatoio per materiale di propulsione allo scopo di far funzionare un missile sperimentale testato negli ultimi mesi dall’esercito russo. Sono stati anche specificati i quattro isotopi in questione. Si tratta dello Stronzio-91, del Bario-139, del Bario-140 e del Lantanio-140. Sarebbero anche responsabili del picco di radiazioni nell’aria della località antistante l’incidente. In quattro centri di Severodvinsk sono stati rilevati valori che vanno dalle 4 alle addirittura 16 volte in merito all’emissione di raggi gamma, che possono rivelarsi molto pericolosi per l’uomo a causa delle radiazioni ad essi connesse.

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