Delitto di Cogne: le maestre di Samuele rivelano l’ossessione della Franzoni

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Annamaria Franzoni
Annamaria Franzoni (foto dal web)

Alcune maestre del piccolo Samuele, vittima del brutale delitto di Cogne avvenuto il 30 gennaio 2002, all’epoca dei fatti raccontarono agli inquirenti del rapporto che Annamaria Franzoni aveva con il piccolo e delle morbose attenzioni che la donna gli rivolgeva.

Il delitto di Cogne, avvenuto il 30 gennaio 2002, è uno dei casi di cronaca che ha maggiormente scosso l’opinione pubblica: all’epoca dei fatti numerosi furono i testimoni sentiti dagli inquirenti, tra cui le maestre d’asilo della vittima, Samuele di soli 3 anni. Le insegnanti parlarono del rapporto che Annamaria Franzoni aveva con il figlio. La donna è stata condannata in via definitiva per il brutale omicidio del piccolo ed ha scontato 6 anni di carcere e 5 di detenzione domiciliare estinguendo la propria pena il 7 febbraio 2019. Il caso ebbe un forte impatto mediatico, tanto da divenire oggetto di discussione di quasi tutti i programmi televisivi: nota nella mente dei telespettatori la puntata di Porta a Porta, trasmissione condotta da Bruno Vespa, in cui venne mostrato per la prima volta il plastico di una scena del crimine.

Delitto di Cogne, le testimonianze delle maestre del piccolo Samuele

Il delitto di Cogne ha avuto un notevole impatto mediatico: a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul caso di certo la tenera età della vittima. E proprio di lui, del piccolo Samuele, e delle attenzioni che gli rivolgeva la madre parlarono, sentite all’epoca dei fatti dagli inquirenti, le maestre del bambino.  Riporta la redazione di Viagginews.com che Serena Pandolfini, l’insegnante della scuola d’infanzia frequentata da Samuele, avrebbe detto: “Era un bambino molto vivace ed era necessaria una continua attenzione“.  A destare maggiore interesse, però, le parole di Paola Croci, la quale aveva riferito delle morbose attenzioni di Annamaria Franzoni nei confronti del figlio. La donna avrebbe riferito che secondo la madre il piccolo Samuele “aveva la testa grossa e che sembrava un nanetto“. Manuela Di Macari avrebbe, invece, rappresentato che, parlando con altre mamme pochi giorni dopo il delitto, in molte avrebbero confermato la circostanza per la quale la Franzoni “era continuamente preoccupata per il calore che emanava la testa del figlio e che continuamente gli misurava la febbre col termometro“. Stando a quanto riportato dalla redazione di Viagginews.com, durante il primo anno di vita di Samuele, la Franzoni avrebbe chiesto l’aiuto di un medico perché sotto stress e vittima di grande stanchezza, dovuti al fatto che il bimbo dormiva poco e aveva avuto problemi di vomito e diarrea. Annamaria Franzoni, parlando del figlio disse: “Era un mammone. Se faceva un disegno me lo portava, nei suoi pensieri c’ero io. Era furbo, si faceva sempre coccolare da tutti, era più impulsivo del fratello“.

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