Incidente nucleare, confermato picco radioattivo: il video della nube

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Incidente nucleare
Incidente nucleare in Russia (foto dal web)

L’agenzia statale russa per il monitoraggio meteorologico e ambientale  ha confermato che il breve picco di radioattività registrato a inizio mese, in seguito all’incidente nucleare avvenuto in un poligono militare vicino Severodvinsk, è stato causato da una nube radioattiva di gas inerti formatasi a causa del decadimento di isotopi di bario, stronzio e lantanio.

Lo scorso 8 agosto, intorno alle 9:00, in Russia si è verificato un incidente nucleare su una chiatta ancorata nei pressi del poligono del Ministero della Difesa russo di Nyonoska, nell’oblast di Arcangelo (regione russa). A seguito della violenta esplosione sono morti due militari e cinque ingegneri nucleari, ed una nube radioattiva avrebbe iniziato ad estendersi arrivando ad essere rilevata sino in Norvegia. Il New York Times ha definito l’incidente come “forse uno dei peggiori incidenti nucleari avvenuti in Russia da Chernobyl, anche se di scala molto minore“.

Isotopi radioattivi nella zona dell’incidente nucleare: paura per l’espansione della nube

L’agenzia russa Roshydromet, come riporta la redazione di SkyTg24, ha reso noto di aver rinvenuto tracce di isotopi radioattivi nei campioni di materiale prelevati nella zona dove era avvenuta l’esplosione, poco dopo il suo verificarsi. L’incidente è stato minimizzato dalle autorità russe nonostante il livello di radiazioni registrate supererebbe di 16 volte la norma. Proprio nei giorni scorsi, riporta la redazione di SkyTg24, il presidente russo Vladimir Putin, sull’incidente aveva dichiarato: “Non vi è alcuna minaccia, sono stati inviati sul posto esperti, anche indipendenti, che stanno monitorando la situazione“.

Strane coincidenze: blackout in 4 stazioni di rilevamento in Russia

Intanto, Lassina Zerbo, capo della Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (Ctbto), denuncia che quattro stazioni di monitoraggio delle radiazioni vicine al luogo dell’incidente, quella di Kirov, Dubna, Bilibino e Zalesovo, hanno smesso di trasmettere dati, destando sospetti su un tentativo della Russia di occultare le conseguenze dell’esplosione. Ed è poi lo stesso Ctbto, riporta la redazione di SkyTg24, a pubblicare una mappa interattiva che mostra la diffusione della  nube radioattiva dopo la misteriosa esplosione dell’8 agosto.

La replica del Cremlino non si è fatta attendere: il motivo del “silenzio” dalle due stazioni di Kirov e Dubna è legato a “problemi di comunicazione“. A parere degli esperti non è chiaro cosa abbia causato il blackout delle stazioni di rilevamento e neanche se queste ultime siano state manomesse. In ogni caso ad avviso di Daryil Kimball, direttore della Arms Control Association, think-tank con base a Washington, riporta Skytg24, si tratterebbe di “una strana coincidenza“.

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