MotoGP Silverstone, le pagelle: Alex Rins si merita 10 per la furbizia

Alex Rins supera Marc Marquez sul traguardo del Gran Premio di Gran Bretagna 2019 a Silverstone (Foto MotoGP)
Alex Rins supera Marc Marquez sul traguardo del Gran Premio di Gran Bretagna 2019 a Silverstone (Foto MotoGP)

MotoGP | Silverstone, le pagelle: Alex Rins si merita 10 per la furbizia

Per il secondo Gran Premio di fila non vince Marc Marquez, e già questa, in MotoGP, è da considerarsi una notizia. Per giunta, per il secondo Gran Premio di fila il campione del mondo in carica viene scavalcato in extremis, all’ultima curva, stavolta da un furbo e arrembante Alex Rins. Ma il pilota della Honda si può consolare con un titolo mondiale ormai saldamente nelle sue mani. Ecco i voti del Gran Premio di Gran Bretagna 2019 dalle consuete pagelle di TuttoMotoriWeb.com.

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Alex Rins: voto 10. Una vittoria tutta di tattica e strategia, che è notevole se si pensa che ad ottenerla è stato un pilota di soli 23 anni. Non è caduto nelle trappole di Marc Marquez, che tentava di fargli fare la lepre per usurare più rapidamente le sue gomme. Al contrario, si è francobollato al Cabroncito studiandone tutti i punti deboli. Ne ha trovato solo uno, l’ultima curva, e proprio quello ha sfruttato, beffando il suo avversario proprio sul traguardo al photofinish.

Marc Marquez: voto 9. Le ultime due sconfitte consecutive, entrambe maturate proprio sul finale, confermano che nemmeno il leader assoluto della MotoGP è imbattibile. Stavolta, probabilmente, la batosta a Marc brucia meno di quella patita in Austria, perché complice è stato anche un probabile errore nella messa a punto e nella scelta delle gomme. In campionato, tuttavia, con i suoi 78 punti di vantaggio Marquez è ormai irraggiungibile: il titolo è già suo.

Maverick Vinales: voto 7,5. È di nuovo il migliore dei piloti Yamaha al traguardo (e in classifica) e questo significa, come del resto afferma anche lui stesso, che ha tirato fuori il massimo dalla sua moto. Peccato solo per quella partenza balbettante: nei primi sette giri aveva già perso quasi tre secondi dal duo di testa, per poi rimontare e chiudere a sei decimi. Con quel passo, probabilmente, avrebbe potuto puntare anche più in alto.

Jorge Lorenzo: voto 7. Più che per la velocità (ha perso quasi tre secondi al giro) Por Fuera si merita una promozione per la tenacia. Ha voluto dare un segnale forte, rientrando in pista con la sua Honda nonostante il dolore alla schiena non fosse ancora superato, ed è riuscito ad arrivare fino al traguardo, stringendo i denti e senza nemmeno arrivare ultimo. Non si arrende mai.

Valentino Rossi: voto 6. Per le qualifiche meriterebbe un giudizio molto più lusinghiero, ma è in gara che si ottengono i punti. E il Dottore, sebbene sabato abbia dimostrato di non aver perso un briciolo della sua velocità con il passare degli anni, come invece malignano i suoi detrattori, alla domenica ha evidenziato il suo principale punto debole attuale: non riesce a sfruttare al meglio la gomma posteriore. Così arriva un risultato deludente.

Andrea Dovizioso e Fabio Quartararo: senza voto. Entrambi finiscono fuori gioco già alla prima curva e non per colpe loro (o almeno, non del tutto). Desmodovi è il più incolpevole di tutti, e per la sesta volta negli ultimi tre anni viene steso da qualche altro avversario: campione del mondo della sfortuna. Il Diablo ha più responsabilità, ma anche la sua caduta è stata innescata involontariamente dalla sbandata di Alex Rins. Insomma, in generale un bel pastrocchio, che ha privato la gara di due probabili contendenti al podio. Peccato.

Fabrizio Corgnati