Caso Mario Biondo, parla il medico legale: incredibile dichiarazione in aula

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Mario Biondo
Mario Biondo (foto dal web)

Il medico legale che eseguì la prima autopsia sul corpo di Mario Biondo avrebbe confessato in aula, durante un procedimento aperto a suo carico, di aver svolto l’esame in maniera approssimativa: la colpa sarebbe stata del giudice il quale lo avrebbe sottoposto ad alcune pressioni.

A carico del medico legale che eseguì la prima autopsia sul corpo di Mario Biondo, Josè Maria Abeza Rojo, è stato instaurato un procedimento che ha avuto inizio lo scorso 27 maggio: l’uomo è accusato di aver dichiarato il falso, avendo affermato di aver eseguito alcuni esami sul corpo del cameraman che invece non erano mai stati svolti. Stando a quanto riportato dal settimanale Giallo, la madre di Mario Biondo, Santina D’Alessandro avrebbe riferito che “il medico che si occupò della prima autopsia ha dichiarato in aula che il giudice gli disse che Raquel Sanchez Silva (moglie di Mario Biondo, ndr) era una persona conosciuta e che quindi avrebbe dovuto fare le cose un po’ di fretta”.

Il medico legale spagnolo ammette le proprie colpe: avrebbe subito pressioni dal giudice

Un procedimento la cui fase istruttoria ha avuto inizio lo scorso 27 maggio, questa l’ennesima vittoria della famiglia di Mario Biondo, il giovane cameraman palermitano il cui corpo venne ritrovato privo di vita all’interno del proprio appartamento di Madrid nel 2013. Il medico legale Josè Maria Abeza Rojo  eseguì la prima autopsia sul corpo di Mario Biondo e nelle sue conclusioni scrisse che si trattava di un mero caso di suicidio. Deduzione che, sin dall’inizio, alla famiglia Biondo sembrò affrettata e disancorata dalle evidenze probatorie, tanto da riuscire ad ottenere la riapertura del caso ed una nuova autopsia. Il secondo esame autoptico venne eseguito in Italia dal professor Paolo Procaccianti e le risultanze confermarono i dubbi della famiglia, facendo anzi emergere gravi mancanze commesse dal medico spagnolo. In sostanza Josè Maria Abeza Rojo non avrebbe eseguito alcuni determinanti esami e si sarebbe, solo adesso, giustificato dicendo di aver subito pressioni dal giudice istruttore il quale gli avrebbe ordinato di eseguire in fretta l’autopsia stante la notorietà della moglie del cameraman.

Mario Biondo, le incongruenze della prima autopsia: un suicidio che sa di menzogne ed omissioni

Grazie alla seconda autopsia effettuata sul corpo di Mario Biondo sono emerse le gravi mancanze commesse dal medico spagnolo, il quale nella sua relazione autoptica, aveva dichiarato di aver svolto alcuni esami che solo oggi confessa di non aver mai eseguito. In primo luogo Abeza Rojo aveva dichiarato di aver esaminato lo stomaco di Mario Biondo e di averlo trovato vuoto: dichiarazione mendace per due ordini di ragioni. Questo esame non è mai stato svolto: in udienza il medico avrebbe dichiarato, riporta il settimanale Giallo, di aver effettuato soltanto un “sondaggio” per mezzo di una cannula inserita nel corpo del giovane. Inoltre, lo stomaco, a prescindere dalle modalità di esecuzione dell’esame, non era vuoto: al suo interno vi era, infatti, della carne non digerita. Particolare da non trascurare, considerato che per il suo tramite si potrebbe individuare con esattezza l’ora della morte, circostanza da sempre al centro della dinamica processuale di questo caso. Un’altra anomalia riguarderebbe, riporta il settimanale Giallo, il mancato esame sulla testa di Mario Biondo: dalle foto scattate dalla polizia spagnola era ben visibile un coagulo di sangue ed una leggera depressione sopraccigliare. A ciò si aggiunga che a seguito della riesumazione sarebbe emersa una macchia scura sull’emisfero sinistro del cervello. Gli avvocati spagnoli della famiglia Biondo hanno prontamente interrogato il medico legale circa la sua scelta di non aprire il cranio, nonostante quell’ematoma fosse ben visibile: l’uomo avrebbe risposto che a suo avviso si trattava, riporta Giallo, del “prodotto della decomposizione” e null’altro, ma il cranio non risultava aver subito ulteriori deterioramenti.

Inoltre, il medico legale nella sua relazione aveva dichiarato dia aver svolto l’esame delle urine, ma al momento della riesumazione, la vescica del giovane Mario Biondo era integra e per di più piena: ciò a riprova del fatto che nessun test, quindi, era stato effettuato. Un’incongruenza che ha condotto, riporta il settimanale Giallo, la signora Santina D’Alessandro  a chiedersi “Ma a chi ha fatto l’esame allora?“. Numerose, quindi, le incongruenze e le dichiarazioni inspiegabilmente rese dal medico legale che avevano fatto archiviare la morte di Mario Biondo come un mero caso di suicidio. Considerate le ultime rivelazioni ed in attesa della terza autopsia sul corpo del cameraman, la madre di Mario Biondo ha chiuso la sua intervista a Giallo dicendo: “Presto arriveremo alla verità e dimostreremo che mio figlio è stato ammazzato, altro che suicidio!“.

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