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Contro i tumori arriva una scoperta che potrebbe avere sviluppi importanti – FOTO: getty

Una equipe italiana ha osservato il comportamento di una proteina specifica che, una volta attivata, si dimostrerebbe efficace nello stoppare i tumori.

Una equipe di ricercatori del Dipartimento di Medicina Molecolare della Sapienza e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha osservato una particolare proteina che pare possa bloccare l’attivazione dei processi che portano alla formazione di tumori. Nel corpo è presente quella che viene chiamata ‘via di segnale di Hedgehog’, ovvero una serie di processi in grado di regolamentare la crescita e lo sviluppo degli organi sin dalle primissime fasi in cui si è ancora un embrione. Questa serie di procedimenti ha come scopo il verificare che tutto proceda come deve. Ma c’è purtroppo il rischio che possa manifestarsi un tumore, lì dove si verifica una considerevole concentrazione di cellule. E la via di Hedgehog è coinvolta anche nelle neoplasie. La proteina osservata è chiamata ERAP1 ed è coinvolta di solito in quelle che sono le risposte immunitarie, dimostrandosi attiva nel regolare la via di Hedgehog, e quindi potenzialmente può anche frenare una alterazione di quest’ultima.

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Tumori, l’attivazione di una proteina può bloccare la formazione dei tumori

Intervenire su ERAP1 dovrebbe portare allo stopparsi della proliferazione delle cellule maligne. Già da tempo questo enzima aveva suscitato l’attenzione degli addetti ai lavori, ma con le ultime osservazioni è arrivata la conferma che, quando esso non è attivo, il sistema immunitario può reagire in maniera tanto potente quanto errata con alcuni suoi tipi di globuli bianchi, i linfociti T. Invece attivare ERAP1 ferma questa attivazione scorretta ed il relativo tumore. Adesso si attendono ulteriori progressi su questo aspetto, con l’augurio che possa portare nel giro di pochi anni al poter effettivamente portare una soluzione importante in materia di lotta ai tumori. Infatti, come sempre in questi casi, c’è bisogno di saperne di più e di poter eventualmente trovare un metodo di applicazione in ambito medico per quella che si spera possa diventare una via maestra.

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