Mario Biondo
“Non fu suicidio”, clamorosa ammissione sul giallo di Mario Biondo – FOTO: Facebook

Il medico legale che condusse l’esame autoptico sul corpo di Mario Biondo fa delle rivelazioni: “Ricevetti delle istruzioni precise”. Non fu suicidio?.

Morì il 13 maggio 2013 Mario Biondo, e secondo le autorità spagnole il suo fu un suicidio. Una tesi alla quale però la famiglia del 30enne cameraman palermitano non ha mai voluto credere. Il nostro connazionale fu ritrovato privo di vita, penzolante da una sciarpa attaccata ad una libreria. Ma questa circostanza non convince la madre, i parenti e tutti gli amici che conoscevano bene Mario. “Possibile che niente tra scaffali, libri ed altri oggetti sia caduto dalla concitazione del gesto? E che quella libreria dall’aspetto non solidissimo non sia crollata?”, si chiedono coloro che non credono all’ipotesi del suicidio, convalidata invece da un tribunale spagnolo e dall’autopsia svolta sul corpo del giovane. Ma è proprio l’esame autoptico condotto ai tempi a far discutere, perché giungono ora le dichiarazioni importanti del medico legale cui venne assegnata la procedura.

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Mario Biondo, la moglie Raquel contro la famiglia del giovane

Questi ha riferito di aver ricevuto una raccomandazione da un giudice ad effettuare quanto prima l’autopsia. Ed il motivo era da ricercare nel fatto che Mario Biondo fosse sposato con Raquel Sanchez Silvia, una 46enne donna di spettacolo molto famosa in Spagna. Sembra che Mario avesse scoperto delle cose molto compromettenti sul conto della propria consorte, che non a caso crede alla tesi del suicidio, contrariamente alla famiglia Biondo. A dirla tutta c’è proprio chi sospetta di Raquel per quanto avvenuto, una circostanza comunque tutta da dimostrare. Così come però è da dimostrare il suicidio, che venne acclarato come ipotesi del decesso, motivato dal rinvenimento nel corpo dell’italiano di tracce di cocaina ed alcolici. Ma pariamo di quantità infinitesimali, rispettivamente lo 0,1% e lo 0,5%, per nulla sufficienti a far perdere il controllo sulle proprie facoltà psicofisiche e quindi non tali da spingere un individuo a commettere suicidio. La famiglia del giovane è convinta che Mario sia stato ucciso ed intende battagliare per dimostrarlo.

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