Susie Wolff ai tempi in cui era collaudatrice della Williams (Foto Andrew Hone/Getty Images)
Susie Wolff ai tempi in cui era collaudatrice della Williams (Foto Andrew Hone/Getty Images)

F1 | La previsione dell’ex: “Presto vedremo una pilota donna in Formula 1”

Ci sono donne pilota pronte a correre in Formula 1. A sostenerlo è uno che se ne intende: David Coulthard, storico ex pilota del Mondiale e che oggi è presidente della W Series, la categoria per monoposto tutta al femminile nata proprio per promuovere un’esponente del gentil sesso verso la massima categoria dell’automobilismo. Dalla nascita della F1 nel 1950, sono state solo cinque le donne che hanno tentato di qualificarsi per un Gran Premio, e solo due ci sono riuscite: Maria Teresa De Filippis a fine anni ’50 e Lella Lombardi negli anni ’70, l’unica a finire a punti (nel Gran Premio di Spagna nel 1975).

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Guadagnarsi un sedile nella serie regina delle quattro ruote è un compito arduo per qualsiasi pilota, figuriamoci se è una donna, che deve combattere anche con i pregiudizi. Il parere di Coulthard è che meriterà di arrivarci solo chi sarà in grado di esprimersi al livello più alto di questo sport, insomma di lottare ad armi pari con Lewis Hamilton o Max Verstappen. “Abbiamo davvero puntato i riflettori sui migliori talenti femminili che ci sono oggi”, ha spiegato lo scozzese rispondendo alle domande dei tifosi nella F1 Fan Voice, “e credo che alcune di loro siano all’altezza di correre in Formula 1. Ma basta essere capaci o vogliamo cercare l’equivalente femminile di Lewis, Max o Charles? Bisogna essere forti come loro per riuscire a batterli”.

Eppure anche le donne che non riescono a raggiungere il livello dei migliori piloti di F1 possono dire la loro in altre categorie automobilistiche: “Con la W Series, personalmente, voglio portare più donne nelle corse. Mia sorella correva e andava molto forte, ma non ha potuto contare sul sostegno della mia famiglia perché loro sostennero me, e oggi me ne pento. Perciò voglio fare la mia parte per sostenere il talento delle donne e portarne di più nell’automobilismo. Se saranno abbastanza brave, raggiungeranno la Formula 1. Se saranno solo brave, allora correranno nel turismo, nei prototipi e in tanti altri campionati”.