Simone Battistella MotoGP Superbike
Simone Battistella (Getty Images)

Battistella a TMW: “Bautista-Honda, accordo quasi definito. KTM? Nessun contatto”

Alvaro Bautista non rinnoverà il proprio contratto con Ducati, ormai non è più un mistero. Al termine del campionato mondiale Superbike 2019 le strade del pilota spagnolo e della casa di Borgo Panigale si separeranno.

Salvo colpi di scena attualmente impensabili, il futuro del 34enne castigliano sarà in Honda. A Tokio puntano ad un deciso rilancio nel WorldSBK, dopo anni difficili, e vogliono mettere Bautista al centro del proprio progetto. La trattativa è in stato avanzato e l’accordo tra le parti dovrebbe giungere a breve. Noi di Tuttomotoriweb abbiamo intervistato Simone Battistella, manager del pilota, per saperne di più.

Tuttomotoriweb intervista Simone Battistella: il manager di Bautista e Dovizioso

A che punto è la trattativa per il passaggio di Alvaro in Honda nel 2020?
«Manca pochissimo per l’accordo definitivo. Abbiamo definito praticamente tutto, c’è stato un rallentamento solamente per motivi legati alla pausa estiva. Mi sembra che tutte le cose stiano andando nel verso giusto e non vedo motivo di pensare che l’operazione non possa concludersi positivamente».

Quello della Honda è un progetto nuovo e ovviamente ci sono diverse incognite. Cosa vi ha convinti a optare per questa scelta?
«Lui non ha timore di affrontare sfide nuove, lo ha già fatto in passato ed è tranquillo. Non ha paura, anche se ovviamente oggi non possono esserci garanzie certe sulla competitività della nuova moto nel 2020».

Bautista aveva iniziato il campionato Superbike 2018 alla grande e il titolo sembrava qualcosa di decisamente concreto per lui. Poi la situazione è cambiata e ora vincere il Mondiale è molto complicato. Quanto dispiacere c’è per la piega che ha preso la stagione?
«Sicuramente Alvaro negli ultimi anni è cresciuto, tornando a provare sensazioni positive. Ha accettato la sfida Superbike con grande motivazione e l’inizio è stato praticamente perfetto. Le caratteristiche del pilota si sono sposate subito bene con la nuova Ducati e lui già conosceva certe piste. Le difficoltà emerse dopo sono dovute a fattori che in realtà non sappiamo analizzare nello specifico. Sicuramente c’è stato qualche errore, forse di valutazione, da parte del pilota. Alcune piste sono state più complicate, sia per lui perché non ci correva da tempo e forse anche per le caratteristiche moto. E’ sempre difficile assegnare le responsabilità».

C’è del rammarico nel non proseguire l’avventura in Ducati, visto com’era partita?
«Con loro abbiamo parlato a lungo, ma siamo arrivati ad un punto nel quale Alvaro non era disposto a scendere nelle sue richieste e Ducati a sua volta non era disposta ad accettarle. Quindi non abbiamo raggiunto un accordo, sono cose che succedono».

Nei giorni scorsi è circolata l’ipotesi di un ritorno in MotoGP con KTM. C’è stato qualche contatto?
«No, nessuna chiamata. In generale gli unici discorsi seri ci sono stati con Ducati e Honda per la Superbike».

Ti occupi anche di Dovizioso, due volte vice-campione del mondo MotoGP e oggi secondo in classifica dietro a Marquez. Cosa manca ad Andrea per battere Marc?
«A me non piace mai giudicare i risultati di un pilota senza contestualizzarli in quello che è lo scenario generale della MotoGP. I risultati sono un mix tra pilota, moto e lavoro della squadra. In questa fase è chiaro che Marquez, Honda e il team sono in grado di essere forti su tutte le piste. Certamente Andrea ha avuto più difficoltà in alcune piste. Credo anche che i punti persi a Barcellona pesino più di quanto si pensi, Dovi poteva vincere quella gara e il distacco attuale sarebbe più accettabile. Penso che la competitività di Andrea, di Ducati e del team sia superiore a ciò che dicono i risultati. Purtroppo in alcune piste ci sono state delle difficoltà, ma Dovi e la squadra stanno lavorando molto bene per giocarsela con Marquez».

Ovviamente adesso è presto per parlare del rinnovo del contratto, che scade a fine 2020. Ma tu e Andrea avete già parlato della possibilità di continuare con Ducati?
«Non abbiamo ancora discusso dell’argomento, perché ora è prematuro e lui è focalizzato sul campionato. Probabilmente affronteremo il tema prima di fine stagione. Vedremo… Dovremo anche parlare con Ducati per vedere se avrà interesse di continuare».

Hanno dato fastidio le voci, poi in realtà confermate da Dall’Igna, sull’eventuale rientro in Ducati di Lorenzo?
«A lui queste cose interessano poco. Ha già corso con accanto grandi piloti: Pedrosa, Stoner, Crutchlow, Iannone, lo stesso Jorge e Petrucci. Non è qualcosa che lo disturba, al massimo lo può stimolare come aveva già fatto nel 2017 quando Lorenzo arrivò in Ducati».

Lorenzo Baldassarri, che lascerà la VR46 Riders Academy a fine 2019, è un altro pilota di cui ti occuperai. Che potenziale vedi in lui per il futuro?
«Secondo me ha un potenziale altissimo, lo ritengo uno da MotoGP. Quest’anno ha dimostrato di poter essere molto efficace a inizio stagione, sia quando aveva margine che quando doveva recuperare. Mi ha impressionato tanto, ovviamente deve migliorare alcuni aspetti e ciò vale sempre per tutti. Io lo vedo molto bene per il futuro».

 

Matteo Bellan