Le gomme Michelin sulla Yamaha MotoGP (Foto Michelin)
Le gomme Michelin sulla Yamaha MotoGP (Foto Michelin)

MotoGP | MotoGP a Silverstone con il dubbio sull’asfalto: c’è timore per le gomme

L’anno scorso il Gran Premio di Gran Bretagna di MotoGP si trasformò in un’autentica debacle. Il meteo inglese, come suo solito, non risparmiò i prevedibili scrosci di pioggia, ma i veri problemi furono creati dall’asfalto, che pur essendo stato appena rifatto si era già deteriorato, tanto da non rivelarsi nemmeno in grado di drenare l’acqua caduta dal cielo e dunque di garantire le sufficienti condizioni di sicurezza per disputare le gare. Il risultato fu che la direzione di corsa del Motomondiale si trovò costretta addirittura a cancellare il programma della domenica.

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Per ovviare a questo problema, i proprietari del circuito hanno dovuto riasfaltare completamente l’intero tracciato. Un lavoro supervisionato dallo studio italiano di progettazione delle piste Dromo e realizzato dalla Tarmac, che nel giugno scorso ha gettato la nuova colata nel giro di appena sei giorni. La mescola utilizzata è di un nuovo tipo, mai usato prima su un circuito inglese, e sensibile alla temperatura.

I problemi del nuovo asfalto di Silverstone

“L’abbiamo ricostruito in due strati”, ha spiegato il proprietario di Dromo, Jarno Zaffelli, ai microfoni della rivista specializzata inglese Autosport. “Il primo è stato abbastanza facile, perché l’asfalto era più morbido; il secondo è stato molto difficile, perché più il materiale è duro e più dev’essere stringente il controllo della temperatura. Il problema è che il primo giorno abbiamo deciso di cominciare dal rettilineo Wellington, che dava alla Tarmac 500-600 metri per fare pratica con queste nuove macchine, queste nuove tecnologie e questo tipo di materiale mai usato in Gran Bretagna. Ma è sempre difficile fare questi lavori, e lo si è visto specialmente alla curva Brooklands, la prima del primo giorno con questo nuovo materiale”.

Questo guaio ha creato un dosso particolarmente grande e rischioso in quella curva a sinistra, di cui si sono lamentati già i piloti di Formula 1 in occasione del loro Gran Premio nel luglio scorso. Ma Zaffelli sottolinea che l’asfalto non si è degradato con il passaggio delle macchine: “Il drenaggio è buono, i sobbalzi si sono ridotti del 60% rispetto a prima e non c’è segno di rottura: un risultato incredibile”, ha sottolineato.

Incertezza sulle gomme Michelin

Le incognite, tuttavia, alla vigilia dell’approdo della MotoGP oltremanica, non mancano. Prima di tutto quella che viene dalle gomme: la Michelin ha dovuto infatti scegliere gli pneumatici da portare a Silverstone completamente al buio, senza poter provare prima sul nuovo asfalto inglese e basandosi solo sui dati della Tarmac. Per questo, come da regolamento, il gommista francese ha predisposto ben quattro gomme da asciutto diverse sia all’anteriore che al posteriore (morbide, medie e due versioni di dure; di cui la morbida anteriore e tutte le posteriori saranno asimmetriche, con il lato destro più rigido).

Il responsabile motociclistico della Michelin, Piero Taramasso, manifesta qualche dubbio: “Quello che successe l’anno scorso qui a Silverstone fu estremamente deludente per tutti noi, ma il circuito è stato completamente riasfaltato e hanno fatto un buon lavoro”, spiega l’ingegnere. “Questo però significa che dovremo andare a correre senza conoscere come si comporterà realmente la superficie. La gamma di pneumatici che abbiamo selezionato è basata sui dati fornitici dall’azienda che ha gettato l’asfalto, che ci ha dato delle informazioni sul tipo di pietre e di materiali usati. Correre su una pista in cui non abbiamo mai provato è sempre una sfida, ma siamo fiduciosi delle nostre scelte e non vediamo l’ora di capire come andrà. Le prime notizie sono buone, ma vogliamo vedere con i nostri occhi”. Sperando che, stavolta, vada tutto bene.

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