Valentino Rossi (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Valentino Rossi (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

MotoGP | Macché bollito: Pernat spiega perché Valentino Rossi è “ancora da titolo”

Fu il primo a scoprire davvero il talento di Valentino Rossi e a portarlo nel Motomondiale. Non c’è da stupirsi, dunque, se Carlo Pernat, il decano dei manager delle due ruote, è rimasto ancora legatissimo al Dottore, tanto da difenderlo anche oggi di fronte alle critiche. È vero che non vince un Gran Premio da oltre due anni e un titolo mondiale da dieci, ma guai a dare del bollito al fenomeno di Tavullia.

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“Inconsciamente a una certa età rischi qualcosa di meno, può succedere”, ammette Pernat ai microfoni di Domenica Sport su Rai Radio 1. “Io lo vedo allenato, penso che sia l’unico che si allena tutti i giorni. Ha un fisico da trentenne. Ha la carta d’identità taroccata. È ancora da titolo”. Già, secondo il procuratore sportivo genovese il sogno del maledetto decimo titolo di Valentino Rossi non è solo una chimera: “Penso che Rossi si senta defraudato del decimo titolo. Non dimenticherò mai quella gara in Malesia. Il decimo titolo era suo e si sente defraudato, e anche io come sportivo mi sento defraudato. Rossi l’aveva già vinto e adesso è molto più difficile”.

La MotoGP non può fare a meno di Valentino Rossi

Difficile, dunque, ma non impossibile: per questo motivo Pernat è anche convinto che per Vale non sia ancora giunto il momento di appendere il casco al chiodo: “Anche lui ha un terrore folle di smettere”, prosegue Pernat. “Lunga vita a Valentino, i circuiti sono zeppi di giallo. Si ritaglierà qualcosa con Yamaha o Dorna per frequentare i circuiti. Oltre le moto non fa altro. Nelle moto può andare fino a 90, al di fuori no, è la sua Disneyland”.

Questa convinzione di Carlo Pernat nasce anche dal fatto che Valentino Rossi è ancora capace di generare nel pubblico e nella stampa un’attenzione senza pari: “Valentino ha portato la moto a dei livelli incredibili e nessun personaggio ci era mai riuscito prima. La macchia gialla invade il 70-80% del circuito, nelle gare in cui Rossi è caduto ho visto 20 mila persone andare via. La nostra è la vera generazione delle moto, non che quella di oggi non lo sia, ma noi avevamo un altro modo di essere. Rossi è ancora quel tipo di motociclismo. Rossi in conferenza stampa al giovedì dà un pezzo per i giornali il giorno dopo, se non c’è non si scrive nulla. Lunga vita a Valentino”. Per fare un figlio, invece, per quello sì che c’è ancora tempo: “Magari a 50 anni, Graziano deve aspettare, la sua fidanzata è la moto”.