Russia, “sull’incidente nucleare il Governo Putin nasconde la verità”

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Incidente nucleare
L’incidente nucleare in Russia desta sospetti sull’operato del Governo Putin – FOTO screenshot

L’incidente nucleare avvenuto pochi giorni fa in Russia fa tremare ambientalisti ed esperti, e c’è il sospetto che l’amministrazione Putin voglia nascondere il reale stato delle cose.

L’incidente nucleare deflagrato a bordo su una imbarcazione dell’esercito russo a causa dell’esplosione di un missile da crociera Burevestnik sta portando ad effetti disastrosi sull’ambiente. Il tutto mentre il governo Putin starebbe cercando di minimizzare su quanto accaduto. Ma oltre ai 7 morti e 15 feriti, c’è da segnalare un innalzamento dei valori di radioattività presso la città di Severdvinsk e per diversi chilometri circostanti. Il CRIIRAD, un centro di ricerca sul nucleare con base in Francia, ha fornito una accurata analisi di quanto capitato pochi giorni fa, sulla falsariga di quanto effettuato nel 2011 in merito all’incidente nucleare di Fukushima. In questo report si parla di una “moltiplicazione per 20 del rumore di fondo radioattivo. Con la conseguenza diretta, se confermata, di una contaminazione assai elevata dell’area colpita”.

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Incidente nucleare, il governo russo sta dicendo la verità?

Per l’ente in questione, le autorità russe hanno l’obbligo di divulgare la vera natura della sorgente radioattiva impiegata nel missile scoppiato. “Questo rende impossibile anche fornire bollettini in cui si rassicura l’opinione pubblica circa l’assenza di rischi. Ad oggi poi – fa sapere il CRIIRAD – non non sono stati pubblicati i risultati sull’attività del volume d’aria nel sito di prova o nei comuni limitrofi”. Un aumento di 20 volti i valori di radioattività rispetto al livello ambientale consueto potrebbe in effetti non avere conseguenze importanti, se ci si limita all’esposizione esterna. Ma le cose cambiano parlando di contaminazione cosiddetta interna. Intanto risulta vitale conoscere la vera natura dei radionuclidi impiegati, oltre ad una serie di altri elementi come la concentrazione degli stessi inalati nell’aria respirata dalla popolazione locale. Poi c’è il rischio che le radiazioni abbiano contaminato i prodotti della terra del posto, oltre che l’acqua. Quindi tutto questo non va assolutamente consumato.

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Necessari migliaia di anni per tornare alla normalità

L’augurio è che la sostanza di base nel missile fosse di bassa tossicità per l’ambiente e gli esseri. Magari plutonio-239, anziché il più letale plutonio-238, che viene stimato come ben 275 volte più radioattivo del primo. Oltre ai livelli di radioattività variano poi anche i cosiddetti tempi di dimezzamento, che possono andare da alcune decine fino ad addirittura migliaia e migliaia di anni. Poi, esattamente come avvenuto oltre 30 anni fa nel disastro nucleare di Chernobyl, influiscono anche i fattori climatici ed in particolare il vento, che potrebbe aver trasportato per svariati chilometri e su distanze considerevoli (in tal senso sono stare rilevate tracce di inquinamento radioattivo in Norvegia appena qualche giorno dopo l’incidente) i detriti pesanti polverizzati. Il problema è che si confida poco nella trasparenza e nella collaborazione del Governo russo. La sezione locale di Greenpace denuncia una disinformazione in merito apportata dai mass meda. “Impensabile che le autorità nazionali nascondano la verità sulla contaminazione della radioattività”.