Open Arms, situazione a bordo ingestibile: è scontro Salvini-Procura

Open Arms
La nave Open Arms – FOTO: screenshot

La Open Arms porta a bordo da oltre due settimane tanti disperati, in attesa di poterli fare sbarcare. E Governo ed organi di giustizia sono contrapposti.

La vicenda relativa alla nave Open Arms sta precipitando. Dei numerosi immigrati a bordo, circa 134, in parecchi minacciano di buttarsi in acqua come estrema forma di protesta per il fatto di essere relegati a bordo da giorni. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha firmato un decreto di divieto di sbarco, ma contrapposti a lui sono il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ed il Tar. Intanto è stata predisposto lo schieramento dei barchini per eventualmente trarre in salvo i migranti che dovessero effettivamente tuffarsi. Già 12 di essi sono stati fatti sbarcare – in due momenti diversi – per gravi ed urgenti problemi di salute, e hanno ricevuto i soccorsi del caso. La Guardia Costiera italiana ha a sua volta inviato dei mezzi per monitorare la situazione attorno alla Oper Arms, che è di proprietà di una Ong spagnola i cui legali hanno presentato un esposto direttamente alla Procura di Agrigento.

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Open Arms, la situazione a bordo è diventata insostenibile

Qui è stata sottolineata la mancata messa in atto, finora, dell’ordinanza di sbarco comunicata dal Tar del Lazio, per la qual cosa la nave ha potuto valicare i confini delle acque italiane. Gli avvocati della Ong spagnola chiedono di poter procedere per i reati di violenza privata, sequestro di persona ed abuso in atti di ufficio, la palla passa ora alla stessa Procura. La UE ha fatto sapere che ci sono le varie Francia, Germania, Spagna, Lussemburgo, Portogallo e Romania che si sono dette pronte ad accogliere i migranti. Sono 15 giorni che sulla Open Arms vige questa situazione di stallo divenuta ormai insostenibile sia fisicamente che psicologicamente, con uno stato igienico-sanitario ormai fortemente compromesso.

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Anche la Ocean Vikings navica in acque italiane

Tra l’altro i migranti ai quali è stato concesso di sbarcare sono provenienti dall’Africa Bianca, cosa che ha portato malumori e disperazione ancora più acuti in quelli originari della parte Nera, convinti che ci siano motivazioni a sfondo razzista a monte di questa decisione. Intanto permane lo scontro tra chi vorrebbe fare affidamento sui principi di umanità e di fratellanza e chi intende non recedere dalle posizioni ‘salviniane’ riguardo la tutela della legge e dei confini nazionali. Ma oltre alla Open Arms c’è anche la Ocean Vikings, che pure staziona non lontano da Lampedusa con 356 disperati a bordo. Malta ha rifiutato qualsiasi permesso di sbarco od aiuto mentre l’Italia non ha ancora risposto.