Nadia Toffa veronesi
Il dottor Paolo Veronesi parla di Nadia Toffa – FOTO: instagram

Per il professor Paolo Veronesi, Nadia Toffa ha rappresentato un vero e proprio modello con il suo atteggiamento nei confronti della malattia.

Paolo Veronesi, noto oncologo direttore della Senologia chirurgica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, oltre che figlio dell’altrettanto illustre dottore e luminare nello stesso campo, il compianto Umberto, ha speso qualche parola su quanto capitato a Nadia Toffa. Come riportato da quotidiano.net, Paolo Veronesi ha rimarcato anzitutto l’importanza nella ricerca per la lotta al cancro, “che nei prossimi dieci anni ci porterà a raggiungere risultati oggi inconcepibili. Raccontare in maniera diretta della malattia come ha fatto Nadia è qualcosa di personale, ed anche se a qualcuno potrebbe non essere piaciuto, è innegabile affermare come questa ragazza sia stata un esempio per tante altre persone che si trovano nella sua stessa situazione. Non ha mai perso la speranza fino all’ultimo, affrontando il male con dignità, coraggio e razionalità, rivolgendosi alla scienza”.

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Nadia Toffa, Veronesi: “È stata un vero esempio”

Su quella frase di Nadia Toffa, “Il tumore è un dono”, Veronesi commenta così. “Fu una provocazione, ma un fondo di verità c’è. Perché chi riesce a guarire poi vede tutto con occhi diversi e trova significati che prima non era mai stato in grado di notare. Se ne esce rafforzati anche nel carattere e nello spirito. Le situazioni difficili, una volta lasciate alle spalle, aiutano a crescere ed a farti comprendere quali sono veramente le cose che contano nella vita”. Il luminare afferma che i progressi compiuti ad oggi sono molto significativi.

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“Oggi si può anche guarire da mali un tempo incurabili”

“Un tempo il tumore al pancreas, al rene od anche al cervello non lasciavano scampo. Adesso invece un margine di guarigione c’è, o almeno è possibile tenerli sotto controllo per degli anni. Ma c’è ancora parecchio da fare, e si può raccogliere molto già facendo prevenzione. Molte donne al Nord si sottopongono a screening mammografico, non altrettante al centro ed al Sud. E poi c’è il fumo che resta un problema”. Poi una accusa ai vari Governi susseguitisi fino ad oggi: “In Italia i fondi stanziati per la ricerca sono di molto inferiori rispetto ad altri Paesi europei. Siamo poco oltre l’1% del Pil. Per fortuna abbiamo ricercatori senza eguali, che non dobbiamo fare andare all’estero. La Fondazione Veronesi lavora proprio in tal senso, con l’istituzione di 1500 borse di studio negli ultimi anni”.

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