Nadia Toffa
Nadia Toffa (foto dal web)

News | Meda ricorda l’amica Nadia Toffa, struggente messaggio su Facebook

L’improvvisa scomparsa di Nadia Toffa ha lasciato tutti basiti. La giornalista di Mediaset nei mesi scorsi era stata bersagliata dagli haters sui social, che addirittura, ignobilmente, l’accusavano di aver sfruttato la propria malattia per guadagnare fama e successo. Un comportamento vergognoso da parte di alcuni leoni da tastiera.

Guido Meda, che in passato è stata la voce della MotoGP anche di Mediaset, conosceva Nadia Toffa e le era amico. Oggi che Nadia non c’è più l’attuale giornalista di Sky non ha potuto fare a meno di scagliarsi contro quelle persone che sino a pochi mesi si divertivano sulla pelle di Nadia.

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Un post contro gli haters, per non dimenticare

Con un lungo post su Facebook Meda racconta: “Nadia Toffa non c’è più. Nadia Toffa era un’amica dai tempi di Mediaset. Nadia Toffa ha dato il meglio di sé a chi le voleva bene, ma soprattutto ha dato il meglio di sé a chi è riuscito a volerle male senza conoscerla se non come personaggio pubblico. Perché adesso funziona così: si giudica il personaggio pubblico e addio alla persona che ha dentro. Si fa del male al prossimo perché tanto basta dire che “è satira” e tutto si digerisce, tutto passa, tutto si prescrive, si fotte. Solo una profonda e patologica invidia sociale può far pensare che un essere umano che lotta contro il cancro abbia tempo e voglia di spettacolarizzarlo. Non dovrebbe essere difficile capirlo, eppure…La ferita nella ferita insomma, povera stella”.

Continua Guido: “Avrebbe senso che la morte di Nadia Toffa oggi fosse un’occasione per riflettere su quanto male sia possibile riversare sul prossimo quando, da esseri umani, sedendoci davanti ad un pc o dietro ad un telefonino, ci trasformiamo con leggerezza in killer spietati del buonsenso e della sensibilità umana che invece dovrebbero avere un minimo sindacale. In tutti i campi: complottismo, odio personalizzato, fake news, uomini apparentemente normali che si fanno piccoli capipopolo di piccole comunità rimbecillite da cento parole messe in fila in italiano corretto ( e neanche sempre). Tutti adulti peraltro, molto più dissennati dei ragazzini a cui poi si pretende di insegnare come ci si comporta. Perché gli adulti badano ai soldi. I ragazzini no. Eppure anche chi ha una buona posizione può soffrire per davvero, farsi male per davvero, patire lutti per davvero”.

Infine Meda ha così concluso: “Anche chi ha una buona posizione e un buono stipendio può avere un atteggiamento positivo ed ottimista o negativo e pessimista nei confronti del proprio male. Nadia Toffa ha trovato e imboccato la prima strada e ha provato ad apprezzarla per sé, tentando di farne per gli altri un esempio che in molti casi è stato rifiutato. Rifiutare è legittimo, ognuno è libero di reagire come vuole e come può davanti alle proprie disgrazie. Ma giudicare e mancare di rispetto, attenzione e sensibilità no, non si deve, non si può. Nadia muore e dice: fidatevi di più, godete di più, invidiate di meno, cercate serenità, rispettate il prossimo, non personalizzate la vostra negatività, provate a capirvi e a tollerarvi che c’è di peggio delle mille beghettine quotidiane. Lei nel peggio ci era immersa, cercava solo di viverlo al meglio. E mentre alcuni pensavano che Nadia facesse finta, Nadia, sorridendo, combatteva e moriva per davvero. Ciao amica Nadia, sei stata tanto brava”.