Alexander Albon (Foto Getty Images/Red Bull)
Alexander Albon (Foto Getty Images/Red Bull)

F1 | Albon, benvenuto in Red Bull: così parlava da giovanissimo pilota (VIDEO)

Conosciamo meglio Alexander Albon, il nuovo talento di scuola Red Bull promosso dalla Toro Rosso alla prima squadra in sostituzione del deludente Pierre Gasly, per diventare il nuovo compagno di squadra di Max Verstappen a partire dal prossimo Gran Premio del Belgio. Arrivato in Formula 1 all’età di 23 anni, ha già ottenuto un sesto posto sotto la pioggia nel Gran Premio di Germania, cinque arrivi a punti in tutto nei suoi primi 12 GP e ha dimostrato maturità e velocità a dispetto della sua mancanza d’esperienza. Già nelle categorie inferiori, dai kart alla Formula 2 di cui è stato una star, aveva del resto messo in mostra il suo talento e la sua capacità di bruciare le tappe.

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È salito per la prima volta su un kart all’età di sei anni, girando su un percorso creato da suo padre Nigel (a sua volta ex pilota del campionato inglese turismo e della Porsche Carrera Cup) con i mattoni. A otto ha preso parte alle sue prime gare, vincendo il campionato locale di Hoddesdon e un premio come miglior sfidante in Formula Six. Poi è partito per l’estero, aggiudicandosi la London Cup, il Vodafone Karting Challenge e il GP Kartmasters, oltre a correre in Malesia. Nel 2009 ha aggiunto al suo palmares già impressionante la Winter Series, il campionato Fks e quello inglese Super 1. Poi ha trionfato per due volte consecutive nel campionato europeo e mondiale di kart e, nel 2010, è diventato campione europeo e mondiale in classe KF3, la stessa vinta da Sebastian Vettel nel 2001.

Così si raccontava in questa video-intervista al suo ingresso nel programma giovani piloti della Red Bull, nell’ormai lontano 2012: “Ciao, mi chiamo Alex Albon, ho 16 anni, corro in Formula Renault nella Europe Cup e Alps Series, nel team Epic. Ho iniziato a correre a otto anni sul circuito Lodge Road e ho ottenuto il quarto posto, che all’epoca mi sembrava ottimo, invece… Quella fu la mia prima gara nei kart. Poi mio papà e io ci impegnammo al massimo, cercando di correre nei campionati migliori. Da quando avevo otto anni in poi i miei risultati sono iniziati a migliorare e a quel punto ho capito che il mio obiettivo era diventare pilota professionista. Il mio idolo da piccolo era Michael Schumacher, e penso che la prima parola che ho detto sia stata ‘Ferrari’. Mi ricordo di aver sempre seguito la F1, fin da quando avevo tre o quattro anni, e mi innervosivo molto quando Schumacher non vinceva. I due campionati in cui corro sono piuttosto competitivi, in Europe Cup ci sono piloti come Kvyat che non sono dei novellini, mentre io ho appena debuttato, perciò sarà piuttosto difficile cercare di imparare le piste e la macchina, perché il salto dai kart è molto grande. Quest’anno mi piacerebbe far bene, in particolare verso la fine. Vorrei entrare magari tra I primi cinque in alcune gare, ne sarei molto felice. Entrare nel vivaio della Red Bull è un sogno che si avvera, al momento sono ovviamente il miglior team in Formula 1 e il mio obiettivo è proprio quello di diventare un pilota di F1, per cui entrare in questo team forse mi aiuterà a centrarlo”. Oggi, il suo sogno è finalmente divenuto realtà.