Suicidio
(Getty Images)

Un ragazzo di 29 anni è stato ucciso dal cugino, una guardia giurata 40enne, al culmine di una lite scoppiata per gelosia nei confronti di una ragazza che da tempo quest’ultimo frequentava.

Una guardia giurata di 40 anni avrebbe assassinato il cugino di 29 a Tavazzano, comune in provincia di Lodi, alle prime luci dell’alba di ieri, domenica 11 agosto. Secondo quanto ricostruito sino ad ora dagli inquirenti, il 40enne, Sebastian Ganci avrebbe sparato tre colpi di pistola al cugino Amato Dipaola nel suo appartamento al culmine di una lite sfociata molto probabilmente per gelosia nei confronti di una 17enne romena che da qualche tempo la guardia giurata frequentava. Dopo l’omicidio l’uomo è scappato in macchina verso l’autostrada ed ha raggiunto la sorella a Milano, la quale ha dato l’allarme alle forze dell’ordine che hanno raggiunto ed arrestato il 40enne.

Lite tra cugini culmina in tragedia: guardia giurata 40enne spara e uccide il cugino per gelosia

Ho fatto una grossa ca*****“, questo è quanto avrebbe detto Sebastian Ganci, guardia giurata 40enne originario di Cerignola (Foggia), ma residente a Tavazzano (Lodi), alla sorella. L’uomo aveva raggiunta la sorella a Milano dopo aver ucciso il cugino in un appartamento a Tavazzano con tre colpi di pistola alle prime luci dell’alba di ieri, domenica 11 agosto.  Secondo una prima ricostruzione riportata dalla stampa locale e dalla redazione de Il Giorno, Ganci al culmine di una lite con il cugino Amato Dipaola, che lo aveva raggiunto per le ferie dalla Puglia, avrebbe impugnato una pistola ed avrebbe sparato cinque colpi, tre dei quali andati a segno, due all’addome ed uno alla testa. La lite sarebbe nata per la gelosia nei confronti di una 17enne romena che frequentava Ganci e che era finita al centro delle attenzioni di Dipaola innescando il diverbio sfociato poi nella tragedia. L’uomo, come riporta Il Giorno, dopo aver aperto il fuoco avrebbe provato a far perdere le proprie tracce fuggendo in autostrada insieme alla 17enne, lasciata alla stazione di servizio di Somaglia, per raggiungere la sorella a Milano. È stata proprio la donna a contattare la polizia che giunta sul posto ha portato Ganci prima in Questura per essere interrogato e successivamente in carcere. Le forze dell’ordine hanno sentito la 17enne ritenuta testimone oculare del delitto e raggiunto l’appartamento dove si è consumata la tragedia per i rilievi e gli accertamenti del caso.

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