Esplosione Russia
(foto dal web)

Lo scorso 8 agosto, intorno alle 9:00, in Russia si è verificata una potentissima esplosione su una chiatta ancorata nei pressi del poligono del Ministero della Difesa russo di Nyonoska, nell’oblast di Arcangelo (regione russa): l’incidente nucleare ha fatto registrare le radiazioni fino in Norvegia.

Giovedì 8 agosto intorno alle 9:00, si è verificata una potentissima esplosione su una chiatta ancorata nei pressi del poligono del Ministero della difesa russo di Nyonoska, nell’oblast di Arcangelo (regione a nord ovest della Russia): un incidente nucleare che sin dal suo verificarsi ha fatto temere che il mondo potesse trovarsi di fronte ad una nuova Chernobyl. Come accadde allora il governo russo ha voluto minimizzare l’accaduto, ma in realtà la situazione è critica: le radiazioni sono giunte fino in Norvegia e l’esplosione, tanta la potenza, è stata rilevata da ben quattro stazioni di rilevamento a Vienna.

Incidente nucleare: la Russia minimizza, ma le vittime salgono a 7

Un’esplosione potentissima quella registratasi in una base sita nei territori di nord ovest della Russia a causa di un esperimento fallito. Il versamento di combustibile liquido nel missile da crociera Burevestnik – codice Nato SSC X9 Skyfall – si è incendiato; si tratta del primo razzo con propulsione mista a combustibile liquido per il decollo e con un reattore atomico miniaturizzato. Un’esplosione che, oltre ad essere stata registrata da 4 stazioni di monitoraggio a Vienna, ha fatto innalzare di molto i valori di radioattività nell’aria. Stando a quanto riportato dalla redazione de Il Giornale, le autorità di Mosca, che in un primo momento avevano negato l’accaduto, ora sono state costrette ad rendere conto al mondo interno. Il numero dei morti è salito a 7, quello dei feriti è imprecisato, e le farmacie di quell’area stanno registrando un boom di vendite di pasticche di iodio, il primo metodo per contrastare gli effetti delle radiazioni sulla tiroide. L’esplosione si sarebbe verificata durante un test di funzionamento di un missile a propulsione atomica, il Burevestnik, quel missile di cui Vladimir Putin, riporta Il Giornale, aveva parlato lo scorso anno annunciando il via libera ai test. Ad ammettere l’accaduto, seppur in maniera sibillina, è stata la stessa agenzia nucleare russa Rosatom che appunto si occupava dei test. L’agenzia ha anche ammesso che l’incidente è avvenuto, riporta Il Giornale, “durante i lavori d’ingegneria e manutenzione tecnica delle fonti isotopiche nel motore a propellente liquido”. Ed è solo da queste poche parole che si pensa si sia trattato dell’ennesimo test fallito sul missile Burevestnik, poiché l’unico al momento che funzioni con doppio sistema di propulsione propellente liquido e nucleare. Il Ministero della Difesa Russo aveva negato la variazione di livello di radiazioni nell’aria, tuttavia grazie ad una denuncia di Greenpeace sono stati effettuati nuovi rilievi che hanno restituito un dato sconcertante: i valori radioattivi nell’aria sono 20 volte oltre la media. Sempre Il Giornale riporta che le autorità russe avrebbero interdetto l’accesso in una zona sulla costa, una baia che si affaccia sul Mar Bianco, per un mese. Provvedimento che farebbe pensare che anche l’acqua possa essere stata contaminata dall’esplosione.

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