Fortnite, 13enne gioca per raccogliere fondi ed aiuta il papà malato di cancro – FOTO

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Un 13enne gioca a Fortnite per aiutare il papà malato di cancro – FOTO: screenshot

Un ragazzino di soli 13 anni si rende autore di un gesto bellissimo, e tutto il mondo lo sostiene: gioca a Fortnite per raccogliere fondi per il suo papà affetto da una brutta malattia.

Il videogioco Fortnite continua ad essere il contenuto per tale tipo di intrattenimento in assoluto più in voga di tutti tra i giovanissimi. Si tratta di una battaglia fra cento contendenti che si sfidano online in tempo reale in un tutti contro tutti che termina quando soltanto uno riesce a sopravvivere. Ed in questo campo ci sono delle vere e proprie celebrità, capaci di racimolare soldi a palate grazie agli streaming delle loro imprese. Vedesi lo statunitense ‘Ninja’, che vanta milioni di followers e viene ritenuto il più forte videogiocatore al mondo di Fortnite. Ma spuntano fuori anche storie belle, di solidarietà e di amicizia. Come quella di persone che hanno conosciuto l’amore proprio online, pad alla mano e cuffie in testa, oppure che hanno ispirato sentimenti di bontà. È questo il caso di un 13enne del Canada, ZylTV – questo il suo avatar – che ha scelto di usare la propria abilità e di coltivare le proprie amicizie nella community per raccogliere fondi da destinare alle cure contro il cancro contro il quale lotta suo padre.

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Fortnite, 13enne gioca per raccogliere soldi da destinare alle cure del padre

La vicenda risale al mese di luglio, con l’uomo ignaro di tutto. L’adolescente ha voluto dargli una mano cercando di racimolare i soldi necessari per affrontare la chemioterapia. Suo padre è affetto in realtà da due brutti mali: uno al fegato ed uno ai polmoni. La chemio serve assolutamente, altrimenti il papà di ZylTV vivrà al massimo un anno. Una aspettativa di vita che può aumentare invece di almeno 3 anni con le dovute cure. il ragazzino ha giocato per molte ore al giorno, raccogliendo 680 euro (l’equivalente di mille euro canadesi, n.d.r.). Ma a dare slancio alla sua iniziativa è stato un post sul noto forum Reddit, in cui si parlava della cosa. Nel giro di pochissimo tempo anche streamer famosi e tanti altri videogiocatori comuni hanno dato il loro contributo, donando al 13enne la bellezza di 9mila euro, da destinare in parte alle cure ed in parte ad un fondo di emergenza. Lui aveva iniziato a dedicare per 10 ore al giorno a Fortnite.

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Alla fine tantissimi gli danno una mano: la cifra raccolta è da record

Alla fine anche il papà del giovanissimo è venuto a sapere della cosa e si è commosso tantissimo, inviando un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno sostenuto questa nobile causa partita dal senso di responsabilità di suo figlio. Questo insegna che demonizzare i videogiochi è una cosa assolutamente sbagliata. Essi aiutano a migliorare riflessi, acume, senso della strategia, ci portano a dover riflettere molto e molte volte anche a sviluppare sentimenti positivi come l’altruismo e la generosità. A chi incolpa il medium videoludico delle stragi di armi, bisognerebbe rispondere che un joypad non uccide, al contrario di una pistola vera e chi ne permette la libera circolazione senza alcun controllo, perché i soldi derivanti da questo commercio sono troppi per rinunciarvi. Alla base di tutto, come sempre, c’è il senso di responsabilità.