Reddito di Cittadinanza, Matteo Salvini: “Non si può garantire”

Matteo Salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

Matteo Salvini non aveva mai nascosto il proprio scetticismo nei confronti del Reddito di Cittadinanza: durante il secondo vertice tenutosi al Viminale non ha fatto mistero della sua volontà di voler abolire il sussidio tanto voluto dal Movimento 5 Stelle.

Forte dei sondaggi, Matteo Salvini ormai combatte a spada tratta il Movimento 5 Stelle: durante il secondo vertice tenutosi al Viminale, conclamata la rottura del governo gialloverde, il vicepremier della Lega non ha nascosto il suo scetticismo sul sussidio cavallo di battaglia dei pentastellati. Per il Ministro dell’Interno il Reddito di Cittadinanza ed il salario minimo non porteranno ad alcun beneficio.

Matteo Salvini contro il sussidio: “Ha contribuito a far aumentare la mancanza di manodopera qualificata

Matteo Salvini durante il secondo vertice tenutosi in Viminale, come riporta Il Messaggero, lo scorso martedì ha spiegato: “Il reddito di cittadinanza ha contribuito a far aumentare la mancanza di manodopera qualificata“. E lo ha ribadito nel suo discorso tenutosi a Sabaudia quando ha annunciato la sfiducia al premier Giuseppe Conte: “Non si possono garantire reddito di cittadinanza a tutti e salario minimo, prima bisogna dare lavoro, creare ricchezza, sennò cosa ridistribuisci?“. Così il leader della Lega, nonché vicepremier e Ministro dell’Interno, non ha fatto mistero della circostanza per cui il sussidio tanto voluto dai pentastellati non gli sia mai andato a genio, ma non è l’unico a ritenere che il Reddito di Cittadinanza non abbia comportato alcuna ripresa. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e possibile alleata del leader del Carroccio nelle possibili prossime elezioni, ha dichiarato: “Salvini – riporta Il Messaggerosi è reso conto che in Italia flat tax e reddito di cittadinanza non sono compatibili”. Si discostano e ci vanno più cauti altri esponenti della Lega, come Claudio Borghi presidente della commissione Bilancio della Camera, il quale ha spiegato: “Per ora è stato spesato per due anni e in ogni caso un aiuto alla povertà ci vuole. Vedremo“. La risposta del Movimento 5 Stelle non si è fatta attendere, Nunzia Catalfo, presidente della commissione Lavoro del Senato, come riporta Il Messaggero avrebbe dichiarato: “È da irresponsabili mettere in discussione una misura che esiste in tutto il mondo“. A conforto del pensiero della pentastellata Giuseppe Brescia, dalla commissione Affari costituzionali: “Nessuno potrà cancellare le 900mila domande accolte in questi mesi“. Le parole di Salvini non hanno spostato Pasquale Tridico, presidente dell’Inps il quale sta proseguendo i propri studi per utilizzare i fondi non spesi per la misura (circa 3 miliardi di euro nel 2019 e forse 2 nel 2020) per estendere il sussidio ad altre 400mila famiglie.

In realtà a destare maggiore preoccupazione nei grillini, riporta Il Messaggero, sarebbe la possibilità che la crisi di governo possa congelare decreti attuativi importanti come quello che regola le attività di inclusione sociale in capo ai Comuni, senza considerare che soltanto da settembre i centri per l’impiego inizieranno a prendere in carico i disoccupati per i piani di ricollocamento. Se queste restano schermaglie politiche, non può però sottacersi che forse, la Misura del Reddito di Cittadinanza non deve aver convito poi così tanto neanche il premier Giuseppe Conte e le scelte di Governo ne sono la riprova. Nel cosiddetto Decretone lo stanziamento per il reddito di cittadinanza per il 2019 è stato di 7,1 miliardi di euro e di 8 per il 2020, tuttavia nell’ultimo aggiornamento al Def il ministro dell’Economia, Giovanni Tria ha posto l’accento sullo stanziamento di una minore spesa per il provvedimento, di fatto usando i risparmi come garanzia per tenere il deficit/Pil entro il 2,04. Soldi che dal fronte della Lega qualcuno vorrebbe usare per congelare l’aumento dell’Iva o per realizzare abbassare di un altro anno l’età pensionistica: quel Quota 61 che però costerebbe circa 11 miliardi di euro.

Reddito di Cittadinanza: i numeri degli ultimi mesi

Dati alla mano, al momento è possibile notare che l’erogazione del Reddito di Cittadinanza negli ultimi due mesi è stato in forte crescita: nel mese di aprile, infatti, sono state erogate 564 mila prestazioni di reddito e pensioni di cittadinanza per un importo medio di 498 euro. A maggio, riporta Panorama, l’incremento è stato del 26% con 713 mila prestazioni e nel mese di giugno, invece, si è raggiunto il picco di 809 mila prestazioni per un importo medio di 477 euro. Non equa la distribuzione geografica del Reddito: il 61% delle card sono state emesse a favore di persone che vivono al Sud e nelle Isole, riporta Panorama, mentre il Nord si ferma al 24% ed il centro Italia non supera il 15%.

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