Jorge Lorenzo nel paddock della Honda (Foto Gold & Goose/Red Bull)
Jorge Lorenzo nel paddock della Honda (Foto Gold & Goose/Red Bull)

MotoGP | Jorge Lorenzo ha finalmente deciso: ecco dove correrà il prossimo anno

La telenovela del possibile, quanto clamoroso, grande rientro in Ducati di Jorge Lorenzo è durata solo tre giorni. Scoppiata per la prima volta giovedì scorso, per tutto il weekend di gara questa bomba di mercato è rimasta sulla bocca di tutti, nel paddock del Red Bull Ring, solo per essere poi definitivamente disinnescata ieri, nella lunga serata dopo le qualifiche.

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Il nuovo matrimonio non s’ha da fare, il ritorno di fiamma è escluso, la minestra riscaldata non farà parte del menù della Rossa di Borgo Panigale nel 2020. Ufficialmente la ragione del naufragio delle trattative sono stati i guai fisici di Por Fuera, ancora alle prese con i postumi della caduta di Assen che gli ha fatto già saltare quattro Gran Premi. Ma dietro a questa scusa pretestuosa si nasconde in realtà ben altro.

Jorge Lorenzo resta alla Honda

Se l’operazione è fallita è perché, fin dall’inizio, ha incontrato tante, troppe contrarietà. Da quelle dei vertici della Pramac, che hanno messo il veto all’approdo del cinque volte iridato nel loro team satellite, fino a quelle della Honda, che per interrompere con una stagione di anticipo il contratto in essere con il maiorchino avrebbe preteso una penale multimilionaria. Niente di fatto, dunque: Jorge Lorenzo non tornerà in sella ad una Ducati (né tantomeno alla Yamaha satellite del team Petronas, un’altra voce che era circolata nelle ultime ore), ma nel 2020 resterà alla Casa alata, a meno che proprio non decida di ritirarsi del tutto dalle corse.

Ma non commettete il grave errore di pensare che tutte le chiacchiere di questi ultimi giorni non abbiano avuto valore, o siano state già dimenticate senza troppi strascichi. Ad uscirne destabilizzata è non solo la posizione di Lorenzo alla Honda, che è apparso ai piani alti di Tokyo come un pilota insicuro nei propri mezzi, convinto che non riuscirà mai a battere Marc Marquez a parità di moto e quindi pronto a tradire il marchio. Ma anche l’armonia interna alla Ducati stessa, che per l’ennesima volta ha dato l’impressione di scaricare senza troppi complimenti i propri piloti.

E ora Jack Miller si allontana

Il più arrabbiato di tutti, infatti, è Jack Miller, che con i suoi due podi già ottenuti in questa stagione era convintissimo di essersi guadagnato il rinnovo a suon di risultati. Il team Pramac lo ha sempre difeso a spada tratta, ma l’idea che l’amministratore delegato Claudio Domenicali e il direttore generale Gigi Dall’Igna lo avrebbero sacrificato volentieri sull’altare di Lorenzo lo ha indubbiamente deluso e perfino offeso.

Ora il prolungamento del suo contratto per un’altra stagione ce l’ha sul tavolo già da oggi, con uno stipendio proposto intorno al mezzo milione di euro. Peccato che adesso sia lui a non essere più intenzionato a metterci la firma, tanto che nelle ultime ore è spuntata un’ipotesi alternativa: il passaggio alla Ktm, che gli avrebbe fatto un’offerta per sostituire Johann Zarco. Il manager dell’australiano, Aki Ajo, ha spiegato che ci vorrà almeno un’altra settimana per definire il futuro di Jack. E così, quando tutto sembrava fatto, ecco che il domino del mercato piloti 2020 della MotoGP torna a complicarsi nuovamente.

Fabrizio Corgnati